Funghi Dormienti: Ricette Tradizionali e Segreti del Marzuolo

Il fungo dormiente, noto anche come marzuolo (Hygrophorus marzuolus), è una prelibatezza primaverile molto ricercata, apprezzata per la sua commestibilità e il suo sapore delicato. Il suo nome specifico fa riferimento al mese di marzo, periodo in cui spesso fa la sua comparsa. La sua natura semi-ipogea lo rende difficile da individuare, poiché si nasconde nel terreno, sollevandolo a volte impercettibilmente sotto i detriti del bosco, anche quando la neve non è del tutto sparita. La sua colorazione poco appariscente contribuisce ulteriormente alla sua elusività.

Caratteristiche del Fungo Dormiente

Il marzuolo si distingue per il cappello, il cui colore varia dal bianco grigiastro al grigio metallico. Inizialmente convesso, il cappello si apre con la maturazione, diventando ondulato al margine e spesso più scuro. Le lamelle sono fitte nei funghi giovani, per poi diventare molto spaziate, di colore bianco-grigio. Il gambo è solitamente tozzo e cilindrico, con un colore che varia dal bianco al subconcolore al cappello. La carne è bianca o grigiastra, con un gradevole profumo e un sapore molto delicato, qualità che si esaltano nel prodotto fresco.

Habitat e Periodo di Crescita

I funghi marzuoli sono tra le prime varietà a comparire in primavera, quando le temperature iniziano a riscaldarsi. Crescono nei boschi, principalmente sotto il fogliame, subito dopo il disgelo. Preferiscono nascere nel momento del disgelo, negli spiazzi appena liberati dalla neve, ma a volte basta qualche giorno di tepore perché compaiano anche prima, raramente persino a Natale. Fino a qualche decennio fa, il marzuolo era ritenuto caratteristico dei boschi misti di abete bianco e faggio, spuntando solo in località specifiche come Vallombrosa (FI), Col di Nava (IM), Monticolo (BZ), Santa Colomba (TN), Monte Penna (GE) e Abetone (PT). Tuttavia, è stato poi rinvenuto in diverse altre zone, diventando meta di escursioni "golose" nelle montagne del Molise, nelle valli bergamasche e bresciane, e in tutta la montagna calabrese. La stagione inconsueta e l'abitudine di crescere nascosto, spesso sottoterra come un tartufo, lo rendono un fungo difficile da trovare per chi non conosce i posti esatti.

Proprietà Nutrizionali e Benefici

I funghi marzuoli hanno un basso contenuto calorico, con circa 25-30 kcal per 100 grammi di prodotto, derivanti principalmente da carboidrati e proteine. I livelli di grassi sono particolarmente ridotti, mentre è presente una buona quantità di fibre. Grazie al loro ottimo contenuto di sali minerali, i funghi marzuoli sono un alimento energizzante e ricco di proprietà benefiche. Sono alleati della salute cardiovascolare, contribuendo a tenere sotto controllo la pressione e i livelli di colesterolo nel sangue. Le loro fibre aumentano il senso di sazietà e favoriscono la digestione. I funghi marzuoli contengono triptofano, un aminoacido essenziale che promuove la sintetizzazione della serotonina, un neurotrasmettitore che migliora l’umore e combatte l’insonnia, contrastando anche l’irritabilità e il nervosismo. Non vi sono particolari controindicazioni al consumo dei funghi, ad eccezione di soggetti allergici.

Conservazione e Utilizzo in Cucina

Considerando la sua carne soda, tenera e compatta, dal gusto tipicamente fungino, il marzuolo viene per lo più conservato sott'olio, grazie all'alto contenuto di acqua. Ha un sapore abbastanza deciso e si adatta a tantissime ricette, ma soprattutto a torte salate e sughi in bianco per la pasta. È tra i pochi funghi ad accettare la compagnia della panna. La carne di questo tipo di funghi è spessa ma molto tenera, di colore bianco. Ha un odore leggerissimo e un sapore molto gradevole. Può essere impiegata per preparare deliziosi sughi o per impreziosire un buon risotto.

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Ricette Tradizionali con i Funghi Dormienti

Sebbene le ricette specifiche per i "funghi dormienti" possano variare a seconda della regione e delle tradizioni familiari, ecco alcune idee generali su come utilizzare i marzuoli in cucina:

  • Sughi per la pasta: I marzuoli sono perfetti per condire primi piatti, soprattutto tagliatelle o fettuccine. Si possono saltare in padella con aglio, olio extravergine d'oliva, prezzemolo e un pizzico di peperoncino. Alcune varianti prevedono l'aggiunta di panna o funghi porcini secchi per un sapore più intenso.
  • Risotti: Il risotto ai funghi marzuoli è un classico della cucina primaverile. Il fungo, tagliato a pezzetti, viene aggiunto al riso durante la cottura, insieme a brodo vegetale, burro e Parmigiano Reggiano.
  • Contorni: I marzuoli possono essere trifolati in padella con aglio, olio e prezzemolo, oppure utilizzati per farcire torte salate e frittate. Si possono anche gratinare al forno con besciamella e formaggio.
  • Conservazione sott'olio: Data la loro delicatezza, i marzuoli possono essere conservati sott'olio per poterli gustare anche fuori stagione. È importante seguire le corrette procedure di sterilizzazione per evitare rischi per la salute.

Food Blogger Italiani e la Cucina dei Funghi

Per trovare ispirazione e nuove idee su come cucinare i funghi, si possono consultare i food blogger italiani più interessanti. Alcuni esempi includono:

  • Fatto in casa da Benedetta: Benedetta Rossi offre ricette semplici e chiare, con un focus sulla tradizione italiana.
  • Sonia Peronaci: Sonia Peronaci è una delle pioniere del food blogging italiano, con tutorial tematici e videoricette su YouTube.
  • Marco Bianchi: Marco Bianchi è un "food mentor" che propone ricette buone, originali e nutrizionalmente valide.
  • Un Biscotto al Giorno: Monica Papagna offre ricette per dolci e biscotti, perfette per una coccola domenicale.
  • Cook the Look: Giorgia Di Sabatino propone ricette semplici, veloci e low cost, con un focus sulle ricette per bambini.
  • Pane Dolce al Cioccolato: Gabila Gerardi è specializzata in pane e lievitati fatti in casa.
  • Simona's Kitchen: Simonetta Cherubini rivisita la tradizione italiana con un tocco contemporaneo.
  • Scorza d’arancia: Claudia Magistro propone ricette raccontate con grazia estetica e letteraria.
  • Foodiary: Azzurra unisce estro e senso estetico a piatti tradizionali pugliesi.
  • Torta o ragione: Marco, toscano, papà, runner, gelatiere artigianale e pasticciere, propone ricette sane e golose.

Il Carciofo: Un Altro Dono della Terra

Oltre ai funghi, la terra offre una varietà di altri prodotti deliziosi, tra cui il carciofo. Derivato dal cardo selvatico, il carciofo coltivato (Cynara cardunculus var. scolymus) è stato selezionato per sviluppare un involucro fiorale molto grande, quasi del tutto commestibile. I capolini fiorali sono portati al termine di ogni ramificazione del fusto, che può raggiungere i 100-120 cm d'altezza ed è circondato da foglie grandi, lobate, a volte spinulose. La pianta si trova bene in climi miti, asciutti, con temperature di 13-22 °C, su terreni friabili o leggermente salmastri.

Varietà di Carciofi

L’Italia offre un’invidiabile quantità di cultivar di carciofi, che differiscono tra di loro per la forma dei capolini, la spinosità, il colore delle brattee e l'epoca di raccolta. Alcune delle varietà più note includono:

  • Catanese: Pronto già da ottobre, con capolini cilindrici, di media pezzatura, con brattee inermi, sfumate di viola su fondo verde.
  • Spinoso Sardo: Commestibile da novembre in poi, con capolini compatti, di media pezzatura e di colore verde-violetto, sormontati da spine robuste.
  • Spinoso Ligure: Simile allo Spinoso Sardo.
  • Violetto Spinoso di Palermo: Altra varietà spinosa con capolini compatti e colorati.
  • Carciofo Romanesco del Lazio Igp: Carciofo con una storia risalente alla fine della Seconda Guerra mondiale, quando la coltivazione si diffuse, soprattutto nell’area di Ladispoli.
  • Carciofo di Paestum Igp: Noto anche come Tondo di Paestum, fa parte del gruppo genetico dei carciofi di tipo Romanesco.
  • Carciofo di Perinaldo: Dal 2008 Presidio Slow Food, descritto da Carlo Petrini come “croccante, profumato e ricco di esaltanti sensazioni al palato”.
  • Carciofo violetto di S. Erasmo: Originario dell’isoletta omonima, nella laguna di Venezia, con capolini carnosi, teneri, allungati, poco spinosi, con il tipico colore viola cupo e dal sapore inconfondibile.
  • Carciofo Violetto di Castellammare: Conosciuto anche come carciofo di Schito, è un sottotipo del Romanesco, da cui si differenzia per l'epoca di produzione anticipata (febbraio-aprile) e il colore delle brattee, viola con sfumature verdi.

Benefici del Carciofo

Il carciofo è un ortaggio digeribilissimo a crudo tagliato a fettine, in pinzimonio o in insalata. Una volta cotto va mangiato entro le 24 ore, perché al suo interno si sviluppa rapidamente un fungo tossico. Le preziose cinarina e cinoprina sono due principi attivi che favoriscono la digestione, stimolano il fegato e la cistifellea, fluidificano la bile, depurano il sangue e abbassano il colesterolo. Ricco di mucillagini e di fibre insolubili, l’ortaggio agisce delicatamente sull’intestino con un buon effetto lassativo, mentre con le fibre solubili accelera il senso di sazietà nello stomaco, apportando pochissime calorie (22 per etto e, fra l’altro, non contiene zuccheri, tranne l’inulina, permessa ai diabetici). Rinforza l’organismo grazie al contenuto di calcio, ferro e rame.

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Poggibonsi: Un Borgo Toscano da Esplorare

Per chi desidera scoprire le tradizioni culinarie toscane e i prodotti tipici del territorio, Poggibonsi è una meta ideale. Situata nell'Alta Val d'Elsa tra Siena e Firenze, questa affascinante cittadina offre un'atmosfera autentica, con numerosi monumenti da visitare e paesaggi collinari tra vigneti e uliveti.

Storia e Monumenti

Le origini di Poggibonsi sono antichissime: la zona era abitata già in epoca etrusco-romana e nel Medioevo divenne un crocevia di pellegrini e mercanti. Tra i luoghi di interesse storico e paesaggistico spiccano:

  • Fortezza Medicea di Poggio Imperiale: Progettata nel 1484 da Antonio e Giuliano da Sangallo per volontà di Lorenzo il Magnifico, questa imponente fortezza rinascimentale non fu mai completata.
  • Archeodromo di Poggio Imperiale: All’interno dello stesso parco della fortezza si trova questo originale museo all’aperto che ricostruisce un villaggio dell’Alto Medioevo.
  • Fonte delle Fate: Questo monumentale fontanile in travertino, risalente al 1300, è uno degli esempi meglio conservati di architettura medievale nella zona.
  • Convento (o Chiesa) di San Lucchese: Situata su un colle adiacente la città, questa grande chiesa conventuale è una delle più antiche della zona e un raro esempio di gotico italiano.
  • Collegiata di Santa Maria Assunta: È la chiesa parrocchiale principale del centro storico, costruita in stile neoclassico a fine ‘800.
  • Castello di Badia (o Poggio Marturi): A circa 5 km dal centro, sulle rive del fiume Elsa, sorge questo romantico castello risalente al IX secolo ma ristrutturato nel 1800.
  • Rocca di Staggia: Situata poco fuori Poggibonsi, la Rocca di Staggia è un antico castello medievale in ottime condizioni, circondato da opere d’arte contemporanea.
  • Castello Magione: Sempre nelle vicinanze, lungo la strada per Siena, si incontra il medievale Castello Magione, un’antica mansio dei Cavalieri Templari del XII secolo.
  • Museo di Paleontologia Francesco C. Marmocchi: Allestito nel medievale Palazzo Pretorio di Poggibonsi, questo museo raccoglie reperti fossiliferi e archeologici del territorio.
  • Riserva Naturale del Bosco di Sant’Agnese: La campagna intorno a Poggibonsi è punteggiata da questa riserva senese famosa per un’antica cipresseta millenaria.

Gastronomia Locale

La cucina di Poggibonsi riflette la tradizione toscana e chiantigiana. Tra i prodotti tipici spiccano i salumi di maiale (finocchiona, lardo), formaggi di pecora stagionati, olio extravergine di oliva locale e il pane fatto in casa. I piatti tipici includono i pici all’aglione (spaghetti fatti a mano con sugo piccante all’aglio) e zuppe come la ribollita. Da non perdere la bistecca di Chianina alla griglia, il cinghiale in umido o arrosto e i dolci senesi tradizionali (ricciarelli, panforte). La zona è anche rinomata per i suoi vini: qui si producono Chianti Colli Senesi e altre etichette toscane.

Come Arrivare e Dove Alloggiare

Poggibonsi è facilmente raggiungibile da Siena (circa 25 km). Il percorso in auto più rapido è la superstrada RA3 Siena-Firenze (uscita “Poggibonsi Sud”). I trasporti pubblici collegano frequentemente Siena a Poggibonsi. L’autobus regionale TIEMME linea 130 (o 131O con cambio) parte da Piazza Gramsci a Siena e impiega circa 30-50 minuti fino al centro di Poggibonsi. In alternativa, la stazione ferroviaria Poggibonsi-San Gimignano è servita dai treni regionali della linea Siena-Firenze (via Empoli). Per l'alloggio, molti preferiscono alloggiare a Siena, che offre più comfort e collegamenti. L’Hotel Minerva di Siena è una base ideale per esplorare Poggibonsi e i suoi dintorni.

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