Cosa c'è di più invitante di una frittura fatta in casa e condivisa in compagnia? Contrariamente a quanto si dice, non tutto ciò che è fritto è automaticamente buono. Friggere è un'arte che richiede conoscenza delle temperature, degli ingredienti e delle quantità. La frittura, se eseguita correttamente, può preservare le proprietà dei cibi, mantenendo intatti i loro liquidi grazie all'involucro che si crea durante il processo.
Friggere: Un Piacere Non Diabolico
Contrariamente alla credenza popolare, friggere non è un'azione diabolica. In quantità moderate e seguendo alcuni accorgimenti, la frittura non solo non nuoce alla salute, ma non incide nemmeno sulla bilancia. Mantenere la temperatura dell'olio vicino ai 180°C e friggere pochi elementi alla volta, asciugandoli poi su carta assorbente, sono accorgimenti fondamentali. La frittura può essere integrata in una dieta sana ed equilibrata, contribuendo a prevenire l'insorgere di molte malattie, e persino la cucina vegana la include tra le tipologie di cottura consentite.
Il Segreto di una Frittura Perfetta
Il segreto per un buon fritto risiede nella qualità della materia prima. Selezionati i prodotti migliori, è essenziale non eccedere nella loro lavorazione, preservandone la qualità ed esaltandone le caratteristiche senza il rischio di contaminazioni eccessive. È importante utilizzare recipienti idonei per forma e dimensione, in rapporto alla quantità e al genere di frittura. Uno strumento indispensabile è il termometro, facilmente reperibile sul mercato a prezzi accessibili, che garantisce un risultato eccellente per tutti i tipi di frittura.
Ecco le temperature ideali per friggere:
- 160°C: Frittura a temperatura moderata.
- 170°C: Frittura a temperatura elevata.
- 180°C: Frittura a temperatura molto elevata.
Frienn: L'Innovazione nella Tradizione
Il nome del prodotto "Frienn" è l'esatta traduzione dal dialetto napoletano di "friggendo", un richiamo alla tecnica di cottura celebrata in tutta la penisola, ma soprattutto al Sud, in regioni come la Campania, dove la tradizione la considera uno dei pilastri della cucina casalinga e non solo.
Leggi anche: Contorno di patate al forno
"Frienn" rappresenta una vera innovazione grazie alla ricerca condotta con l'Università di Bologna, che ha individuato in una pianta mediterranea, il rosmarino, un elemento prezioso. L'estratto di rosmarino rallenta l'ossidazione in frittura, non contiene clorofilla e non rilascia sapori. La formulazione, sapientemente perfezionata da Pasquale Torrente, è a base di olio di girasole ad alto contenuto di acidi oleici, completamente privo di olio di palma, un prodotto ottimo per questo genere di cottura grazie alla sua elevata stabilità alle alte temperature, all'elevato punto di fumo e alla totale assenza di schiuma in frittura.
Proverbi Napoletani e la Saggezza Popolare: "Frije 'e Pisce e Guarda 'a Jatta"
I proverbi napoletani sono imperativi comportamentali, veri e propri insegnamenti di vita. Descrivendo sinteticamente delle situazioni ideali, spesso facendo riferimento al mondo animale e alimentare, i proverbi impartiscono un insegnamento universalmente applicabile. Un esempio è il proverbio "frije 'e pisce e guarda 'a jatta".
Significato del Proverbio
"Frije 'e pisce e guarda 'a jatta" significa letteralmente "friggi il pesce e guarda la gatta". A Napoli, friggere il pesce è spesso associato a momenti di festa e prosperità, quando ci si può permettere di spendere di più per l'acquisto di prodotti alimentari. La frittura di pesce coincide con la possibilità di fare festa e di spendere più soldi nell’acquisto di prodotti alimentari, essendo il pesce una materia prima al quanto cara di prezzo al kg. Non a caso, la frittura di pesce è anche uno dei piatti della tradizione più amati e replicati durante il periodo delle festività natalizie.
Chi frigge il pesce, quindi, è qualcuno che è in preda al desiderio di gustarsi i sapori della tavola e, quindi, della vita. Quando in cucina si avverte l’odore invitante della frittura, però, bisogna badare alla ghiotta e scaltra gatta che è sempre in agguato, pronta di soppiatto a scattare e rubare il delizioso pesce fritto. Questa situazione ideale è in realtà un’espressione esplicativa quanto metaforica della classica situazione della vita in cui, coinvolti al massimo nella gioia e nell’entusiasmo di un momento prosperoso e positivo, si gode di alcuni piaceri in modo avventato, dimenticando di proteggersi da eventuali pericoli o persone con intenzioni maligne.
La Morale del Proverbio
Il proverbio insegna che nella vita è giusto concedersi dei momenti di festa, banchettando e godendo dei piaceri della vita senza essere sempre parsimonioso, tuttavia non va mai abbassata del tutto la guardia: bisogna sempre guardarsi le spalle! Tutti gli avvoltoi e gli approfittatori, di fatto, si palesano quando scorgono nel prossimo qualcosa di prezioso e d'invitante. Essere truffati o derubati, quindi, proprio nel momenti sereni e di massimo festeggiamento, è altamente probabile e pertanto le minacce non vanno sottovalutate ma arginate per tempo. Gli sfruttatori e gli opportunisti non si fanno scoprire facilmente, sono agili, misteriosi e scattati proprio come i felini.
Leggi anche: Composizione della Frittura
Il Cùoppo Fritto: Un'Icona dello Street Food Napoletano
Napoli, città ricca di storia e di ottimi piatti della tradizione culinaria, non può fare a meno di menzionare il cùoppo fritto, un'icona dello street food napoletano.
Origini e Storia
"Cùoppo", tradotto dal dialetto all'italiano, significa cartoccio a forma di cono. Questo "piatto" è un must della cucina street food napoletana, ideale per essere gustato mentre si passeggia tra i vicoli della città.
La storia narra che il popolo napoletano più povero acquistasse dai pescatori il pesce più piccolo e che poi lo friggesse per far sì che potesse prendere più sapore. Si dice che questo piatto dello street food napoletano fosse chiamato “oggi a otto” in quanto veniva venduto per le strade di Napoli anche a debito, a patto che venisse ripagato entro 8 giorni. Nel passato la parola cùoppo veniva utilizzata anche in modo dispregiativo per indicare delle donne con curve troppo accentuate, mentre tutt’ora oggi viene utilizzato come termine nel dialetto napoletano per indicare una persona poco attraente.
Composizione del Cùoppo
Il cùoppo fritto si presenta in due varianti principali:
- Cùoppo di terra: Ripieno di pasta fritta, mozzarelline, crocchette di patate e altri fritti di verdure.
- Cùoppo di mare: Ricco di frittura di pesce, come totani, calamaretti, baccalà fritto e alici fritte.
Come Consumare il Cùoppo
Il contenuto fritto del cùoppo và innanzitutto asciugato bene per non far sì che sia troppo unto. Secondo, non deve raffreddarsi perché così facendo si perde la croccantezza irresistibile del suo contenuto. Può essere mangiato a tavola o per strada camminando, un po’ come gran parte dei piatti della cucina napoletana.
Leggi anche: Oli adatti alla frittura: una panoramica
tags: #friggere #in #napoletano