Le Figurine Panini Serie C: Storia, Valore e Passione Italiana

Le figurine Panini, più che semplici adesivi, incarnano un frammento di storia italiana, un simbolo di infanzia, comunità e ardente passione per lo sport, in particolare il calcio. Nascoste in un cassetto, dimenticate in una scatola in soffitta o custodite tra le pagine di un vecchio album, queste piccole immagini possono celare un valore affettivo ed economico sorprendente. Questo articolo esplora la storia, l'evoluzione e il valore delle figurine Panini, con un focus particolare sulla Serie C.

Dalle Origini al Mito: La Nascita di un Fenomeno

La storia delle figurine Panini ha inizio nel 1961, quando Giuseppe Panini e sua madre Olga, dopo aver rilevato un'edicola nel cuore di Modena e un'azienda di distribuzione di giornali, ebbero l'intuizione geniale di creare un album di figurine dedicato ai calciatori. Un'idea rivoluzionaria che ha trasformato il modo in cui i tifosi interagivano con il loro sport preferito.

Giuseppe Panini un giorno espresse al fratello Franco il suo desiderio: «Voglio fare le figurine dei calciatori». Insieme, iniziarono la ricerca di una tipografia nel modenese che potesse soddisfare le loro esigenze. Il prototipo iniziale era la foto di Bruno Bolchi, mediano dell’Inter, l’unica immagine a disposizione dei fratelli Panini. La richiesta? Semplice: ricavare da una foto come quella una figurina a colori.

Il primo album, quello del 1960, suscita tenerezza. Mancava uniformità, i fondi erano multicolori e i volti quasi stilizzati. Ma per la prima volta le figurine entravano nelle case e i campioni degli stadi avevano finalmente un volto.

L'Ascesa di un Impero: Dagli Anni '60 ai Giorni Nostri

In pochi anni, i "Calciatori" Panini conquistarono il mercato, superando la concorrenza grazie a una serie di fattori: la completezza della collezione, che includeva tutte le squadre di Serie A, l'accuratezza dei dati biografici e tecnici dei calciatori e l'efficace rete di distribuzione. Dal 1962-63, la raccolta offre anche le foto di gruppo, quasi tutte scattate allo stadio. Nelle ultime pagine si possono trovare le vecchie glorie. Dal 1963-64 c’è gloria anche per la serie B. Nel ’65 l’album entra nella storia perché ospita, per la prima volta, le figurine degli arbitri.

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L’album del 1965 entra nella storia quando la rovesciata realizzata da Carlo Parola nel 1950 diventa il simbolo dell’album Panini.

La raccolta si arricchisce con una parte informativa nell’edizione ’67-’68. Ogni immagine è accompagnata da una dettagliata biografia del calciatore, offrendo un piccolo-grande angolo di celebrità a società e giocatori semisconosciuti al grande pubblico “pallonaro”.

Oggi, Panini è un'azienda di fama mondiale, con circa 900 dipendenti e una distribuzione in oltre 120 paesi. Nel corso degli anni, la società ha cambiato diverse proprietà, ma dalla fine degli anni '90 è tornata ad avere una proprietà italiana. Gli anni migliori per Panini sono quelli degli Europei di calcio e ancora più dei Mondiali.

Il Valore delle Figurine: Tra Rarità, Nostalgia e Mercato

Non tutte le figurine Panini hanno lo stesso valore. Alcune, per la loro rarità o per eventi particolari legati alla loro produzione, sono diventate oggetti di culto tra i collezionisti. Ad esempio, l’album del Mondiale 1970 in Messico, con le prime figurine di Pelé, può valere tra i 4.000 e i 6.000 euro.

Tra le figurine più ricercate, spiccano quelle dei grandi campioni del passato, le edizioni limitate e le figurine con errori di stampa. Un esempio emblematico è la figurina di Pier Luigi Pizzaballa, portiere dell'Atalanta, considerata introvabile da molti collezionisti negli anni '60, anche se in realtà la sua tiratura era la stessa delle altre figurine.

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Esempi di figurine rare e ricercate:

  • Pelè (Mondiali Mexico 70): Uno dei più grandi giocatori della storia del calcio.
  • Figurina di Carlo Parola: Simbolo della Panini.
  • Figurina di Pier Luigi Pizzaballa: Portiere dell’Atalanta.
  • Figurine con errori di stampa: Esemplari unici e dal valore elevato.

L'Evoluzione delle Figurine: Dagli Scatti Rubati alla Perfezione Digitale

La storia delle figurine Panini si intreccia a quella del calcio italiano grazie a questi scatti che vanno a braccetto col tempo che scorre. All’inizio i calciatori erano immortalati nelle situazioni più strane, momenti rubati alla quotidianità: all’esterno dello stadio, durante gli allenamenti, negli spogliatoi o in mezzo ai tifosi. Con l'avvento della tecnologia digitale, le figurine Panini hanno subito una notevole evoluzione. Le immagini sono diventate più nitide e curate, i ritocchi al computer hanno eliminato le imperfezioni e le informazioni sui calciatori sono diventate più complete e dettagliate.

Le Figurine Panini Oggi: Tra Tradizione e Innovazione

Nonostante i cambiamenti del mondo del calcio e l'avvento di nuove forme di intrattenimento, le figurine Panini continuano a esercitare un fascino irresistibile su collezionisti di tutte le età. Ogni anno, l'uscita del nuovo album è un evento atteso con trepidazione, un rito che si ripete di generazione in generazione.

Il rito è ripartito, anche quest’anno con l’album di figurine Panini. 128 pagine, su cui incollare le 746 figurine della collezione, con statistiche e informazioni sulla squadre di Serie A e non solo.

Le bustine contengono sorprese, ognuna offre la possibilità di vincere le speciali Calciatori gol.

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Da un paio di mesi è in edicola anche Panini Fifa 365, la collezione dedicata al top del calcio mondiale, su licenza ufficiale Fifa.

Per la Serie A, Juventus, Milan, Inter, Roma e Napoli, insomma le squadre con più tifosi. L’album ha 72 pagine, in copertina campeggiano Lionel Messi, Cristiano Ronaldo, Paulo Dybala, Edison Cavani e N'Golo Kanté.

Oltre agli album tradizionali, Panini ha lanciato nuove iniziative per coinvolgere i tifosi, come le card collezionabili e le raccolte digitali, che permettono di scambiare figurine online e di creare squadre virtuali.

Le Super Draft che ritraggono giovani talenti in rampa di lancio nel panorama del calcio italiano. Altra novità di questa collezione, è lo spazio online dedicato a youtuber e blogger, che potranno realizzare video e partecipare a un concorso.

Attenzione alle Contraffazioni

Il mercato delle figurine rare ha attirato anche i falsari. Parlare di figurine dei calciatori in Italia, significa necessariamente parlare di Figurine Panini. La popolare serie di album creata nel 1960 dai fratelli Benito, Umberto, Franco e Giuseppe Panini è oramai sinonimo del popolare gioco collettivo dello scambio di figurine - con relativi giochi per accaparrarsene ulteriori da altri collezionisti. Obiettivo: completare l'album dell'anno calcistico. Insomma, le figurine sono state una vera delizia di molti collezionisti, una passione che ha accompagnato intere generazioni di bambini che poi, diventati grandi, hanno mantenuto la passione o l'hanno trasmessa a fratelli minori, figli, nipoti. Esistono figurine rare e di valore che possono valere una piccola fortuna per i collezionisti. Le figurine Panini rare e di valore Così come per le monete rare e antiche anche per le figurine esistono soggetti rari e di valore. Ad esempio le cosiddette "bisvalide" (o anche trisvalide e pentavalide) figurine speciali che permettevano la raccolta punti con relativo incasso di premi particolari. Quelle degli anni Sessanta, sono molto ricercate. Poi, ci sono le "introvabili". Nonostante la Panini abbia sempre chiarito che le "figu" vengono stampate in numero uguale («ogni collezione - sostiene l'azienda modenese - è composta da un numero di figurine pari a quelle inserite in uno o due fogli di stampa, fogli di stampa che contengono tutte le figurine una volta e che vengono stampati in ugual numero», ci sono soggetti che per svariati motivi sono diventati rari. Esempio? Le immagini dei portieri Pier Luigi Pizzaballa e William Vecchi. Poi c'è la prima figurina stampata quella di Bruno Bolchi, capitano dell'Inter del Sessanta. Ci sono dei casi storici, come la figurina di Faustino Goffi, Serie B 1967-68, pagata 121 euro su eBay (costava 2 lire e mezza, all'epoca). Ovviamente le figurine per valere di più agli occhi di un collezionista devono essere in perfetto stato di conservazione (in specialmodo quelle vecchie, che non avevano nemmeno il lato adesivo ma dovevano essere incollate con l'ausilio di un altro ‘mito' italiano: la celebre pasta adesiva Coccoina). Gli album di figurine Panini rari Gli album, come il primo Panini serie calciatori, quello con in copertina Nils Liedholm, all’epoca giocatore del Milan e componente del mitico trio d’attacco Gre-No-Li (insieme a Gren e Nordhal) possono essere venduti a cifre che partono da qualche centinaia d'euro fino a raggiungere i 1.500 e più su anche. Già, perché se non si tratta di un album di calciatori ma di collezioni ancora più di nicchia (Baggioli Editore, Editore Ritmo Caltagirone, eccetera) si può arrivare pure a toccare i 7mila euro. Una piccola fortuna, per un album di carta. Introvabile, rara e di valore è ad esempio la figurina Panini del "Feroce Saladino". La figurina di calciatore più cara al mondo Nel 2013 una figurina di Honus Wagner, giocatore di baseball e allenatore di baseball statunitense (per gli esperti la celebre codice T206) è stata messa all'asta e valutata 2,8 milioni di dollari. L'immagine dell'interbase di Pittsburgh è del 1909 ed era sui pacchetti di sigarette della American Tobacco Company (ATC) in un numero limitatissimo di esemplari (50-200) a causa del malcontento dello stesso sportivo, che ne bloccò la produzione per non invogliare con il suo volto i ragazzini a fumare. Oggi di questa figurina ne esistono appena 57 esemplari. Album Panini: mercatini, collezionisti autentici e figurine false È online, soprattutto su siti d'aste come eBay che i collezionisti di figurine dei calciatori e album Panini danno il meglio, cedendo intere collezioni di album o pacchetti di figurine ancora imballate o singole "figu" fra quelle di maggior valore e considerate più rare. Insomma, così come accade per le monete rare, le figurine dei calciatori hanno un loro mercato fra gli amatori del genere. E a testimonianza dell'estremo interesse economico per questo collezionismo, il proliferare di falsari che puntualmente vengono "pizzicati" dalle forze dell'ordine.

L'Album Panini e la Serie C

La Serie C, pur essendo un campionato di livello inferiore rispetto alla Serie A e alla Serie B, ha sempre avuto un ruolo importante nel cuore degli appassionati di calcio italiani. Per questo motivo, la presenza della Serie C negli album Panini è un riconoscimento significativo per i club, i giocatori e i tifosi di questa categoria.

Panini Digital Collection Serie C

A testimonianza dell'importanza della Serie C, Panini ha lanciato la "Panini Digital Collection Serie C". Questa iniziativa permette ai collezionisti di ottenere le figurine dei giocatori della Serie C tramite un codice presente all’interno delle bustine ‘Calciatori 2022-2023’. Il collezionista può quindi scegliere su quale dei tre album della Serie C ‘spendere’ il proprio codice. All’interno della bustina virtuale ci possono essere figurine mancanti o doppie, esattamente come per la collezione fisica, che potranno essere ‘incollate’ sull’album o scambiate. Ogni squadra ha quattro pagine dedicate e 22 giocatori in figurina nel tradizionale mezzobusto Panini e lo scudetto.

Umberto Calcagno, Presidente AIC, ha sottolineato l'importanza di avere la propria figurina per ogni calciatore, un segno distintivo con un forte legame con la storia e la passione.

Panini e il Calcio Femminile: Un Nuovo Capitolo

Oggi, si celebra un momento storico nel mondo del calcio femminile italiano: il lancio ufficiale dell’album “Calciatrici” di Panini. Questo progetto, che ha preso forma grazie alla storica collaborazione tra Panini e la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), segna un passo fondamentale nel riconoscimento e nella valorizzazione del calcio femminile. L’album si presenta come una celebrazione delle atlete che stanno facendo la storia del calcio femminile in Italia. Per ogni squadra di Serie A, c’è una calciatrice rappresentativa che guida i tifosi in un viaggio attraverso il talento e la determinazione delle giocatrici italiane.

Federica Cappelletti, presidente della Divisione Serie A Femminile, ha sottolineato che l’album è un riconoscimento per tutte le donne e ragazze che hanno contribuito a rendere grande il calcio femminile italiano.

Le statistiche parlano chiaro: si stima che entro il 2033 il numero degli appassionati di calcio femminile in Italia crescerà notevolmente, raggiungendo i 22,6 milioni di tifosi, con un aumento esponenziale del valore commerciale del settore.

Panini e il Mondo dei Videogiochi: I Riot Play Club

Panini è anche partner dei Riot Play Club, un'iniziativa che unisce oltre 2000 giocatori e giocatrici in tutta Italia per condividere la passione per i giochi Riot Games. Nel 2025, i partecipanti ai Riot Play Club riceveranno in esclusiva l’album di figurine e bustine della collezione Creators.

L'Italian Brainrot e la sua Influenza sul Collezionismo

Il fenomeno dell'Italian Brainrot, nato come pioggia di meme nonsense, ha influenzato anche il mondo del collezionismo. MagicLand ha ospitato l’anteprima mondiale di Skifidol Italian Brainrot, con la collaborazione di Panini e Officina Comunicazione. I visitatori hanno ricevuto in omaggio poster esclusivi e figurine inedite, oltre alla possibilità di scambiarsi le nuove figurine Panini Brainrot in un’area dedicata.

Figurine Panini: Un Fenomeno Senza Tempo

Le figurine Panini rappresentano un fenomeno culturale che ha attraversato generazioni, evolvendosi nel tempo ma mantenendo intatto il suo fascino. Dalle prime figurine in bianco e nero alle moderne versioni digitali, le figurine Panini continuano a unire appassionati di tutte le età, creando un senso di comunità e condivisione che va oltre il semplice collezionismo. Le figurine sono un formato ancora oggi magico: tanto semplice quanto amato dai collezionisti più accaniti - e ovviamente da bambini e bambine. E sapete che dietro alle figurine c’è una storia fatta di brillanti idee, innovazioni tecnologiche e curiosità inaspettate? Sapevate ad esempio che Re Sole, nella sua corte settecentesca, da bambino aveva collezionato una sorta di figurine? Il proprietario del primo grande magazzino francese invece regalava figurine ai bambini per far tornare i loro genitori ogni settimana nel suo negozio. Non è semplice individuare un momento esatto in cui far nascere la figurina. Ma partiamo dalle basi: che cos’è una figurina? A rendere tale una figurina, sono diversi elementi. Tuttavia, le figurine non sempre sono state quelle a cui siamo abituati a pensare oggi. Ad esempio, le prime figurine autoadesive iniziarono a comparire solo nel dopoguerra: in Italia, il primo album di figurine autoadesive fu la raccolta Calciatori Panini del 1962-63. Esercizi di cavalleria prodotti dallo stampatore italiano Stefano della Bella. Se si intendono le figurine come immagini da collezionare, un possibile antenato si può rintracciare nel Seicento. Siamo alla corte del re di Francia: Luigi XIV, detto Re Sole. Si narra infatti che da bambino il Re collezionasse immagini di regine e intrattenimenti di corte da tutta Europa. La figurina si democratizzò solo un paio di secoli dopo, nell’Ottocento: l’epoca in cui l’industrializzazione espanse il benessere anche ad altre sfere della popolazione. Uno dei simboli dell’epoca divennero i grandi magazzini - luminosissimi negozi a più piani dove si potevano acquistare le merci più disparate - e proprio qui nacque l’idea delle figurine da collezione come metodo promozionale. Una delle figurine del grande magazzino parigino Au Bon Marché, 1900. Più precisamente le figurine nacquero nel capostipite dei grandi magazzini, l’Au Bon Marché a Parigi. Fu il suo proprietario che nel 1867 ebbe una pensata: regalare ogni giovedì ai bambini una bella figurina stampata (le elargiva lui personalmente, posizionato alla cassa) e una diversa il giovedì successivo, così da stimolare le famiglie a tornare al grande magazzino. A dare una spinta alla nuova moda delle figurine ci fu anche un’innovativa tecnica tipografica che permetteva di realizzare stampe multi-colori: la cromolitografia. Una cromolitografia a due e tre colori del 1893. La base della tecnica è quella della litografia, inventata alla fine del Settecento dal monaco austriaco Aloys Senefelder [qui abbiamo raccontato la litografia in dettaglio, per chi volesse testarla “in casa”]. Si usa una pietra calcare molto porosa e molto liscia (il termine litografia deriva infatti da “lithos”, in greco “pietra”) su cui viene tracciato un disegno con una matita chiamata “saponosa”, ovvero particolarmente grassa. A questo punto si tratta la pietra con una soluzione acida che tra le altre cose conferisce più rilievo al disegno, la si bagna e poi si passa il rullo con l’inchiostro colorato che aderisce solo nella parte precedentemente disegnata. Proprio nell’Ottocento, ci fu un’azienda che sfruttò in maniera assai intelligente le figurine e le nuove opportunità di stampa cromolitografica: fu l’azienda tedesca Liebig. Alcune meravigliose figurine Liebig di inizio Novecento. Le figurine Liebig furono pubblicate praticamente ininterrottamente tra il 1872 e il 1975, per un totale di 1871 serie: diventando così la collezione di figurine più consistente al mondo. I temi erano i più vari e disparati: la prima serie - assai rara e oggi dal valore inestimabile - raffigurava delle scene nella fabbrica Liebig, ci sono poi figurine sugli sport, le città del mondo, i giochi per bambini, costumi tradizionali, balli, imbarcazioni, invenzioni e chi più ne ha più ne metta. Fino alla metà del Novecento quindi le figurine furono utilizzate in pratica esclusivamente per accompagnare altri prodotti e promuoverne vendita e consumo. Questa volta avviene tutto in Italia. È il 1961 e a quattro fratelli modenesi proprietari di un’edicola - i fratelli Panini - si accende una lampadina: perché non far diventare le figurine un oggetto da collezione a sé stante? Inserirono così quattro figurine in una bustina di carta - i famosi pacchetti - e iniziarono a venderle. Uno dei primi album di figurine, edito dalla Panini. In pochissimo tempo i Panini vendettero oltre 3 milioni di bustine di figurine, nel 1961 lanciarono il primo album di figurine con protagonisti i calciatori e nel 1970 il primo a livello internazionale dedicato al mondiale di calcio. Il Museo della Figurina di Modena. Aperto nel 2006, il museo decisamente unico in Europa ha un’importante raccolta di oltre 500mila piccole stampe - dall’Ottocento ai giorni nostri - e racconta la storia della figurina anche dal punto di vista dei supporti e delle tecniche di stampa. Aspettando la prossima innovazione nel mondo delle figurine, oggi le figurine sembrano tutt’altro che scomparse. Figurine 3D. Ci sono album riutilizzabili, figurine 3D e in realtà aumentata, figurine digitali. È possibile sfogare la propria voglia di appiccicare imparando oppure fantasticando sulle orme di film, saghe e cartoni. Chiudiamo con un aneddoto. Vi è mai capitato di cercare una figurina introvabile? Negli anni Trenta in Italia un concorso che premiava con un’auto chi avesse completato un album di figurine legato a Buitoni e alla Perugina fu chiuso dal governo. Firenze, 22 febbraio 2023 - Si è svolta oggi, presso la sede della Lega Pro di Via Jacopo da Diacceto 19, la conferenza stampa di presentazione della Panini Digital Collection Serie C. “Essere presenti negli album Panini è un onore e la testimonianza di quanto la Serie C sia importante nel panorama del calcio italiano. Nell’immaginario degli appassionati, di tutti noi che amiamo il calcio, Panini è una sorta di eccellenza, un riferimento imprescindibile. Con le figurine siamo cresciuti ma rappresentano anche il futuro e qualcosa di sempre attuale anche per le nuove generazioni.

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