L'articolo ripercorre la storia delle figurine Panini, con un focus particolare sul loro legame con il mondo del ciclismo, analizzando come un'azienda nata da una piccola edicola a Modena sia diventata un fenomeno culturale globale.
Le Origini di un Mito: La Nascita di Panini
Poche aziende italiane possono vantare un impatto culturale e una riconoscibilità globale pari a quelli della Panini. La storia della Panini inizia in una piccola edicola di Corso Duomo a Modena, gestita dai quattro fratelli Giuseppe, Benito, Franco e Umberto Panini. Fu Giuseppe, il maggiore, a intuire per primo il potenziale delle figurine. L’idea vincente, tuttavia, arrivò nel 1961. Questa fu la vera innovazione: la sorpresa di scoprire quali figurine si trovavano all’interno di ogni bustina creò un’immediata dipendenza e diede il via al fenomeno del “celo, celo, manca”, lo scambio tra i bambini per completare le collezioni. Il successo fu travolgente. Quell’anno, la Panini stampò il suo primo album di figurine del Campionato di Calcio italiano, chiamato semplicemente “Calciatori“. La chiave del successo fu la capacità di coniugare un prodotto semplice con un’intuizione di marketing geniale.
L'Ascesa negli Anni '70 e l'Espansione Internazionale
Gli anni ’70 videro una crescita esponenziale per la Panini. L’azienda perfezionò il suo processo produttivo, introducendo macchinari sempre più sofisticati per la stampa e l’imbustamento automatico. Il “Calciatori” rimase il fiore all’occhiello, ma il marchio iniziò a diversificare la sua offerta. Un passo fondamentale per l’affermazione internazionale fu l’acquisizione, nel 1970, dei diritti esclusivi per la produzione delle figurine dei Mondiali di Calcio in Messico. Fu un successo clamoroso che aprì le porte dei mercati esteri. L’azienda non si limitò solo alla vendita di figurine, ma divenne anche un editore di successo, pubblicando fumetti e riviste.
Panini nell'Era Digitale: Sfide e Innovazioni
Gli anni ’90 e 2000 presentarono nuove sfide. L’avvento dei videogiochi e di nuove forme di intrattenimento digitale minacciava di ridurre l’interesse per le collezioni fisiche. La Panini rispose con innovazione e diversificazione. Nel 1992, la Panini fu acquisita dalla Marvel Comics, una mossa che portò a una maggiore internazionalizzazione e all’introduzione di nuovi prodotti legati ai supereroi. In questi anni, il brand rafforzò la sua presenza nel settore del collezionismo sportivo con l’introduzione di carte da gioco collezionabili (Trading Card Games), in particolare negli Stati Uniti con licenze di alto profilo per sport come NBA e NFL. L’avanzamento tecnologico degli anni 2010 ha portato la Panini a confrontarsi con la realtà digitale, e in quest’ottica l’azienda ha saputo integrare il mondo fisico delle figurine con quello virtuale.
Il Fascino Intatto della Figurine Panini
Nonostante l’avanzata del digitale, la figurina fisica Panini ha mantenuto intatto il suo fascino. L’atto di aprire una bustina, incollare una figurina sull’album e completare una pagina rimane un rito generazionale. Oggi, Panini è una multinazionale con sedi e attività in numerosi paesi del mondo. Ha saputo trasformare un semplice gioco in un fenomeno culturale e sociale che ha unito generazioni. Dalle piccole bustine di figurine ai complessi sistemi di licenze internazionali, dalla stampa alle applicazioni digitali, la sua storia è un esempio straordinario di come un’intuizione semplice ma geniale possa dare vita a un’azienda di successo planetario, il cui nome è ormai indissolubilmente legato alla gioia del collezionismo e alla passione per lo sport.
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La Prima Raccolta sul Giro d'Italia: Un'Inattesa Novità
Walter Veltroni quando tra il 1992 e il ’95 fu direttore dell’Unità sdoganò gli album della Panini come fenomeno culturale dandoli in regalo assieme a libri e videocassette: oltre a rilanciare per un po’ il giornale, ed a farci decollare la sua stessa carriera politica. Ma già da prima lo stesso vocabolario italiano ha ripreso dai modi di dire dei bambini che si scambiano i cartoncini mancanti. Sono state pure le Edizioni Panini a coniare parole come “bisvalida” o “pentavalida”: la “quotazione” delle figurine per raggiungere un punteggio in cambio del quale si ottiene un premio. Ma fra tanti variegati aspetti in questo peculiare caleidoscopio il ciclismo non era mai entrato, per un motivo che lo stesso Giuseppe Panini aveva spiegato in un’intervista del 1996 fatta proprio 15 giorni prima di morire. “I nostri risultati li abbiamo ottenuti con un prodotto che può considerarsi non proprio stagionale, ma senz’altro legato a precise scadenze”, raccontò, citando proprio il caso della Gazzetta dello Sport “che sulla scorta delle mie chiacchierate fece uscire una raccolta sul ciclismo”. Ma “prestò poca attenzione al periodo e fu un flop. Il ciclismo è uno sport estivo e in estate le scuole sono chiuse. Se le scuole sono chiuse le figurine non si vendono perché in agosto, a Rimini, in spiaggia, le figurine non le vogliono neanche a spingerle”. Insomma, “le figurine hanno una loro stagione”: “io uscivo e distribuivo sempre le figurine tra Natale e l’Epifania di modo che, il giorno 7, quando riaprivano le scuole, tutta l’Italia fosse servita”. “Ci sono delle ragioni a sostegno di queste scadenze, perché una raccolta che esce nel mese di ottobre ha, al massimo, un mese di vita. Il Natale, con le sue vacanze scolastiche, interrompe tutte le iniziative anche da un punto di vista psicologico, e non bisogna dimenticare che si comincia a pensare al Natale dal 5 o 10 dicembre. Da quella data in poi si pensa solo al Natale e tutte le altre cose vanno nel dimenticatoio; è difficile che una raccolta uscita in ottobre riprenda le vendite in gennaio. L’analisi dimostra il particolarissimo fiuto di questo capitano d’industria venuto da una famiglia poverissima originaria della stesso Maranello della Ferrari, che poi finì tutta a lavorare nelle figurine.
Nonostante ciò, la Panini ha saputo cogliere l'importanza del Giro d'Italia come evento sportivo e culturale, dedicandogli raccolte speciali.
"Panini Giro d’Italia 100": Una Guida Imperdibile
La Panini celebra la 100a edizione del Giro d’Italia con una novità assoluta. Questa nuova raccolta “Panini Giro d’Italia 100” è articolata in 388 figurine adesive e 22 card. Le figurine potranno essere raccolte in un coloratissimo album da 64 pagine, mentre alle card è dedicato un astuccio-contenitore. La copertina vede in primo piano Vincenzo Nibali, vincitore della scorsa edizione del Giro, insieme ad alcuni dei grandi campioni - in figurina - che tra pochi giorni si contenderanno il “Trofeo senza fine”. Le 22 card descrivono invece le singole tappe di questa edizione della corsa: ogni card riporta sul fronte il profilo altimetrico e sul retro la planimetria, i dati e i commenti tecnici sulla frazione di gara. La raccolta “Panini Giro d’Italia 100” prevede anche un grande concorso a premi: tra tutti coloro che spediranno a Panini 10 bustine vuote della collezione saranno estratti i vincitori di alcuni fantastici premi ufficiali “Giro d’Italia”, a partire dal super-premio rappresentato dalla Maglia Rosa autografata dal trionfatore di questa edizione, oltre a 25 occhiali da sole “Bollè-Giro d’Italia 100”, 50 poster “Le Formiche di Fabio Vettori” e 100 mascotte ufficiali Wolfie. “Siamo particolarmente orgogliosi di questa collezione, che è una novità assoluta per Panini”, ha dichiarato Antonio Allegra, direttore Mercato Italia della Panini. “La ricchezza informativa e la bellezza degli elementi della raccolta la rendono un’imperdibile guida in figurine e card alla Corsa Rosa. Siamo convinti che la collezione ‘Giro d’Italia 100’ potrà unire le diverse generazioni attorno a questa splendida manifestazione, che rappresenta un pezzo di storia d’Italia ma ne è soprattutto una fantastica realtà”.
Dettagli della Raccolta "Panini Giro d'Italia 100"
La collezione “Panini Giro d’Italia 100” è in vendita in tutte le edicole. Una bustina costa 1 euro e contiene 4 figurine + 1 card. Disponibile anche lo “starter pack” al prezzo di 4,90 euro, contenente 1 album + 20 figurine + 5 card + 1 astuccio porta card. Ogni team sono 16 figurine: 14 per i ciclisti e una per la squadra. E “nella raccolta è anche presente la figurina dedicata a Michele Scarponi, il capitano del team kazako Astana, deceduto nei giorni scorsi in un tragico incidente stradale al rientro da un allenamento”. Nella tradizione Panini, ogni figurina è una carta d’identità con nome, immagine nella maglia ufficiale del team, dati personali, informazioni sul curriculum atletico. Le card descrivono invece le singole tappe di questa edizione: sul fronte il profilo altimetrico; sul retro la planimetria, i dati e i commenti tecnici sulla frazione di gara. E poi, nell’album, varie sezione speciali: “Giro 100: I Numeri”; “Giro 100: il percorso” “Giro 100: il film”; “Maglia Rosa: la storia”; “Giro d’Italia Story”. Premi in palio, per estrazione, a coloro che spediranno a Panini 10 bustine vuote.
Il Giro d'Italia: Una Corsa Centenaria Celebrata dalle Figurine Panini
Il primo, e il più antico, è il Giro d’Italia. Lanciato il 24 agosto 1908 dalla Gazzetta dello Sport, con un annuncio in cui si promettevano 25.000 lire di premio al vincitore di quella che prima ancora di nascere veniva definita “una delle prove più ambite e maggiori del ciclismo internazionale”; partito da Milano alle 2:53 del 13 maggio 1909 con una primissima tappa vinta da Dario Beni sul traguardo di Bologna dopo 397 km percorsi a una media oraria di 28,090; assegnato il successivo 30 maggio nella sua prima edizione a Luigi Ganna dopo 8 tappe di complessivi 2.448 km; e ora arrivato alla sua edizione numero 100. Dopo 108 anni: ma bisogna considerare le interruzioni belliche del 1915-18 e del 1941-45. Un Giubileo ovviamente all’insegna di Scarponi, cui è stata intitolata la salita del Mortirolo. Ma che vede anche lo storico omaggio della Panini di Modena: più giovane del Giro di 53 anni, ma nel suo campo più eccellenza ancora. Con tutto il suo pedigree, il Giro d’Italia nell’aristocrazia dei trofei ciclistici resta ancora solo il numero due dopo il Tour de France: che era nato sei anni prima, e che gli aveva fatto da modello. Nel mondo delle figurine, invece, la Panini è la prima.
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Panini: Un'Azienda Italiana con un Cuore Globale
Presente in 120 paesi, ha un organico di 1.000 dipendenti, 450 dei quali in Italia. E italiana è tornata dal 1998 la proprietà, dopo essere passata nel 1988 all’inglese Maxwell e nel 1994 all’americana Marvel. Il fatturato del gigante di Modena è di mezzo miliardo di euro negli anni dispari, che salgono a 600 in quelli degli Europei di calcio e a 700 in quelli dei Mondiali, a dimostrare la particolare dipendenza della Panini dal mondo del football. A parte Topolino, il catalogo elenca però ben 1.842 album in varie lingue: su fumetti, manga, film della Disney, eroi per bambini, anche altri sport. Dall’Era glaciale a Batman e da Peppa Pig a Zagor passando per Geronimo Stilton, Capitan America, Violetta, il Re Leone, la Bella e la Bestia, le Principesse Disney, l’Nba di basket in italiano, rugby e handball in francese.
Il Ritorno delle Figurine del Giro d'Italia: L'Edizione
Roma, 16 aprile - Torna la raccolta Panini sul Giro d’Italia di ciclismo, alla 101^ edizione che inizierà il prossimo 4 maggio da Gerusalemme. La collezione ufficiale di figurine e card sulle squadre e sui protagonisti della Corsa Rosa è realizzata su licenza RCS Sport, in collaborazione con “La Gazzetta dello Sport”, articolata in 395 figurine adesive che potranno essere incollate su un album di 72 pagine, ricco di informazioni storiche sulla storia del Giro; alle card è dedicato un astuccio-contenitore. Così come è stata, ed è, tradizione per i calciatori, la raccolta “Panini Giro d’Italia” raccoglie tutte le informazioni sulla 101° rassegna che quest’anno avrà, come detto, il suggestivo prologo da Gerusalemme ed il non meno affascinante epilogo il 27 maggio a Roma col circuito del Colosseo, nella cornice dei Fori Imperiali. I corridori sono rappresentati con tutte le informazioni possibili relative ai team di appartenenza, oltre naturalmente ai dati personali, con l’aggiunta anche delle caratteristiche tecniche delle biciclette, una vera chicca per i patiti del settore. Le informazioni storiche fanno parte di sezioni speciali dell’album, con figurine particolari che riproducono i grandi titoli della “Gazzetta” riguardanti le gesta dei Campioni del passato. Una sezione “Giro d’Italia Hall of Fame” rende omaggio a leggendari vincitori che sono stati premiati col trofeo “Senza Fine” e parliamo del cannibale Merckx, di Felice Gimondi, Francesco Moser e per ultimo Miguel Indurain, fresco premiato lo scorso 5 aprile. Ulteriore sezione di questa splendida raccolta è “Giro d’Italia: il film” con 16 figurine extra sugli eventi salienti della Corsa Rosa distribuite in 2 bustine abbinate a “SportWeek”, che esce il sabato in allegato alla Gazza, in edicola il 26 maggio ed il 16 giugno. La raccolta è già in vendita in tutte le edicole, con disponibilità dello “Starter Pack”, al prezzo di euro 4,90, contenente 1 album, 25 figurine, 5 card ed 1 astuccio porta card, mentre una copia dell’album sarà distribuita in omaggio con la “Gazzetta dello Sport” il prossimo 19 aprile.
Giro d'Italia 2025: L'Album Ufficiale
Torna la collezione di figurine dedicata alla più importante manifestazione ciclistica d'Italia. In vista della partenza del Giro d'Italia 2025, in programma venerdì 9 maggio, Panini presenta l'album ufficiale dedicato alla 108° edizione. Una collezione di figurine con eccezionali immagini inedite: un vero e proprio omaggio alla bellezza e alla storia di questa iconica competizione sportiva.
Dettagli dell'Album 2025
L'album contiene 303 figurine, che rappresentano tutte le 23 squadre dell'edizione 2025 che, per la prima volta nella sua storia, partirà da Durazzo in Albania. Ogni team ha 13 figurine che presentano dati indispensabili (tra i quali i km percorsi durante i mesi, l'anno di debutto tra i professionisti, le vittorie di tappa e l'eventuale vittoria al Giro d'Italia) per poter seguire al meglio la corsa rosa. Importanti informazioni sono inserite anche a fianco della nazionalità per identificare le specialità del corridore: cronoman, scattista, sprinter, scalatore e molto altro ancora. Completano la pagina di ogni team, la figurina col logo metallico, la maglia e la bicicletta utilizzata dalla squadra.
Un Connubio Storico: Panini e il Ciclismo
Panini e il ciclismo, un connubio che parte da lontano, dalle celebri raccolte Sprint degli anni 70, dove già venivano ripresi i corridori nella tradizionale inquadratura a mezzo busto, diventata poi iconica nelle più conosciute figurine Calciatori.
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Album Didattici e Sportivi Non Calcistici Editi Dalla Casa Panini: Un'Ampia Offerta Tematica
La produzione Panini non si è mai limitata al solo calcio. Fin dagli anni '60, l'azienda ha proposto una vasta gamma di album didattici e sportivi non calcistici, spaziando tra storia, geografia, scienze, natura e spettacolo.
Esempi di Album Tematici
- Bandiere di tutto il mondo (1963): Un album didattico con le bandiere di 100 nazioni.
- Aerei e missili di tutti i tempi (1965): Una storia dell'aviazione dagli albori alle prime missioni spaziali.
- Animali del mondo (1965): Un'illustrazione del variegato mondo degli animali.
- La Terra il pianeta sul quale viviamo (1966): Un viaggio alla scoperta delle nazioni del mondo.
- Campioni dello Sport (1966, 1967, 1968, 1969-70, 1970-71, 1973-74): Album dedicati ai grandi atleti di diverse discipline.
- Uomini illustri (1967): Una raccolta con i grandi personaggi della storia, inclusi gli sportivi.
- Cantanti e personaggi dello spettacolo (1968, 1969, 1971): Album dedicati al mondo della musica e dello spettacolo.
- Italia Patria Nostra (1968): Un omaggio alle regioni italiane, alla Costituzione e alle Forze Armate.
- Risorgimento Italiano (1969): Una raccolta sulla storia d'Italia di inizi '800 fino alla spedizione dei Mille.
- Storia dell'automobile (1971, 1975): Un'evoluzione del mondo automobilistico.
- Olympia 1896 1972 (1971): Una storia delle Olimpiadi dell'era moderna.
- Le avventure di Pinocchio (1972): Ispirato al film di Luigi Comencini.
- La conquista dello spazio (1973): Un viaggio alla scoperta dello spazio.
- UFO (1973): Dedicato alla serie televisiva.
- Dastardly & Muttley Le macchine volanti (1973): Ispirato alla serie a cartoni animati.
- Kid il monello del West (1974): Riduzione di un film per ragazzi.
- Jack London (1974): Ispirato al ciclo televisivo.
Oltre a questi, negli anni '70, Panini ha lanciato le raccolte Sprint, dedicate a varie discipline sportive, incluso il ciclismo, anticipando il moderno connubio tra l'azienda e il Giro d'Italia.
Le Origini Remote del Fenomeno delle Figurine
La paternità della figurina è contesa tra il Re Sole e i grandi magazzini parigini “Au bon marché”. Il primo ha evidentemente la precedenza cronologica, con una collezione di immagini di corte e delle più famose regine d’Europa che nel 1644 si era fatto realizzare dal tipografo fiorentino Stefano della Bella. Fu però “Au bon marché” nel 1866 ad avere l’idea di regalare cartoncini abbinati ai vari prodotti, da dare ai figli dei compratori che accompagnavano i genitori: soprattutto il giovedì, giorno allora di vacanza scolastica. Nel frattempo, già nel 1847 era nato l’estratto di carne del barone Justus von Liebig: un aristocratico tedesco che aveva inventato quel prodotto per salvare un’amica della figlia malata di tifo, e che poi ne aveva fatto a sua volta un impero economico e un’icona di progresso. Tra il 1879 e il 1888 anche varie ditte di sigarette in Inghilterra e negli Stati Uniti iniziano a mettere figurine nei pacchetti: anche in questo caso, più per i figli dei compratori che per i compratori stessi. E qui i soggetti iniziano già ad assomigliare a quel tipo di collane tematiche “istruttive” che negli anni 60 e 70 furoreggiavano tra gli scolari come ausilio per le ricerche: Storia, Geografia, Scienze. La consuetudine si interruppe durante la Prima guerra mondiale, come conseguenza del razionamento della carta. Dagli anni 50 negli Stati Uniti le figurine vengono distribuite soprattutto assieme alle gomme da masticare, su idea della Topps Chewing Gum. Dopo serie su programmi televisivi, film sui cowboy, caccia grossa in Africa e football americano, nel 1952 nasce il primo album sul baseball completo di dati statistici e risultati sportivi.
Le Figurine in Italia Prima di Panini
Adorate dai bambini, le figurine ogni tanto scatenano anche i grandi. Ad esempio nell’Italia del 1934, quando la Eiar abbinò al popolare programma radiofonico “I quattro moschettieri” un album di figurine con i personaggi della trasmissione, in vendita con le confezioni di dolciumi della Buitoni Perugina. Ben 200 italiani riceveranno l’utilitaria Topolino che si otteneva con 150 album completi, ma alcune figurine sembravano rarissime: in particolare, quella del “Feroce Saladino”. Tra il Feroce Saladino e la Panini, in Italia ci furono poi le figurine della Prodotti dolciari Venturini Antonio Verona: caricature, figurine Patriottiche durante la guerra, figurine pro-Alleati dopo, calcio, ciclismo, mondo dello spettacolo. Dal 1953 con album dotati di linguelle, come quelli per fotografie. Tra 1949 e 1969 si aggiunge la Lavazza, e tra 1954 e 1986 la Mira Lanza: figurine odorose dei detersivi in cui erano collocate, e spesso associate ai popolari Caroselli di Calimero o dell’Olandesina. Anch’essi davano diritto a premi. Sono gli “Animali di tutto il mondo” messi in vendita tra 1950 e 1969 dalle Edizioni Lampo a offrire per la prima volta in Italia figurine non abbinate a un prodotto, ma vendibili direttamente in edicola. E altre ditte che si cimentano nel settore sono anche la Nannina, la Cicogna, la Baggioli, la Bea, la Edis, la Imperia, la Folgore, la Movicolor… Ma su tutte si impone la Panini.
L'Intuizione di Giuseppe Panini: Evitare la Rarità Artificiale
Da esperienze come quella del “Feroce Saladino” il vecchio Giuseppe si era convinto che la politica di stampare apposta alcune figurine in numero più limitato, apposta per creare la caccia alla mancante, poteva, sì, forse pompare il mercato nel breve periodo. Ma nel lungo lo azzoppava, perché i ragazzini si frustravano, e i genitori gli vietavano di sprecare soldi in raccolte che non si riusciva a finire. Sì, nel 1963-’64 ci fu lo stesso la famosa caccia a Pier Luigi Pizzaballa. Ma sembra che sia stata in raltà una sorta di illusione ottica: come portiere dell’Atalanta era il primo giocatore della prima squadra, e dunque la sua assenza si notava di più. E’ invece vera la storia che Sergio Volpi e Paolo Poggi erano introvabili in un album del 1997-98. Ma lì a stampare apposta meno figurine non era stata la Panini ma la Topps, come fu confessato a un “Mi manda Lubrano”.