Le figurine Panini rappresentano un fenomeno culturale intramontabile, amato e collezionato da appassionati in tutto il mondo. Nate nel 1961, queste piccole immagini adesive hanno catturato l'immaginazione di generazioni, diventando un simbolo di passione sportiva e un prezioso oggetto di collezionismo.
La Nascita di un Mito: La Storia delle Figurine Panini
La storia delle figurine Panini inizia a Modena nel 1961, quando i fratelli Panini ebbero l'idea di lanciare la prima collezione dedicata ai calciatori. In poco tempo, la loro creazione riscosse un successo straordinario, espandendosi ad altri sport, ma rimanendo particolarmente legata al calcio, sport molto seguito in Italia.
Negli anni, la produzione si è diversificata, includendo figurine di calciatori, squadre, eventi storici e momenti memorabili del mondo sportivo. Questa evoluzione ha dato vita a un vero e proprio fenomeno di collezionismo, che va ben oltre il semplice completamento annuale dell'album.
L'origine della raccolta Panini è alquanto singolare e, come tutte le storie, ha un personaggio ormai mitico, Bruno Bolchi, soprannominato "Maciste". Il suo volto è il simbolo della "rivoluzione paniniana". «Voglio fare le figurine dei calciatori» disse un giorno Giuseppe Panini al fratello Franco, mettendosi alla ricerca di una tipografia nel modenese che potesse accontentarli. Il prototipo zero, manco a dirlo, era la foto di Bolchi, mediano dell’Inter, l’unica immagine a disposizione dei fratelli Panini. La richiesta? Semplice. Ricavare da una foto come quella un figurina a colori. A trasformare un’idea in realtà fu un certo Badolati, fotolito di Parma, impeccabile nell’esaudire i desideri dei modenesi. Il primo è datato 1960. Sono immagini molto intriganti, che fanno addirittura tenerezza. Non c’è mai uniformità tra un giocatore e l’altro, i fondi sono tutti diversi e le facce quasi stilizzate. Ma, evidentemente, poco importava. Per la prima volta le figurine fanno il loro ingresso nelle case degli italiani, dando un aspetto a quei campioni, eroi negli stadi, che fino ad allora “si vedevano” solo tramite la radio. Un’Italia che viene fuori dalla Guerra e comincia a divertirsi. E lo fa anche grazie al calcio.
Nel ’65 l’album entra nella storia perché ospita, per la prima volta, le figurine degli arbitri. Ad aprire questo nuovo capitolo, Concetto Lo Bello, celebre “fischietto” degli anni Sessanta. Il raccoglitore si arricchisce con una parte informativa nell’edizione ’67-’68. Ogni immagine è accompagnata da una dettagliata biografia del calciatore, offrendo un piccolo-grande angolo di celebrità a società e giocatori semisconosciuti al grande pubblico “pallonaro”. Non più soltanto semplici album di figurine ma anche libri di storia, utili per chi non c’era o ha vissuto solo di racconti. In quell’epoca non c’erano videocassette, centinaia di fotografi o telecamere a bordocampo e neppure tanti processi televisivi. Ogni pagina rivela un segreto e merita di essere osservata e studiata con calma e attenzione, lontano dalla frenesia con cui oggi si sfogliano quotidiani, libri e riviste. La Panini dedica a ogni calciatore sia il primo piano sia un’azione di gioco. Anche l’allenatore viene immortalato mentre si muove davanti alla sua panchina, quasi a rivelare la sua filosofia di gioco.
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La Ricerca del Tesoro: Figurine Rare e di Valore
Alcune figurine, con il passare del tempo, sono diventate particolarmente rare, spingendo collezionisti di tutto il mondo a spendere cifre considerevoli per aggiungerle alle proprie collezioni. Una figurina, si considera rara, non solo perchè è legata ad un campione in particolare, ma anche solo per il fatto, che è difficile da trovare. Magari, perchè, è stata prodotta in pochi pezzi, che con il passare del tempo, sono diminuiti, sempre di più. Fino quasi, a scomparire, del tutto. E oggi, si considera un pezzo raro.
Tra le figurine più rare, spiccano quelle legate a calciatori leggendari o a collezioni speciali. Ad esempio, le figurine degli esordi di Diego Armando Maradona, Pelé o Johan Cruyff possono raggiungere prezzi elevatissimi, soprattutto se in perfette condizioni. Allo stesso modo, le figurine in edizione limitata o con errori di stampa sono considerate pezzi unici e introvabili.
La Figurine più Costosa della Storia
Ad oggi, la figurina più costosa in assoluto è quella di Pelé del 1958. Un vero e proprio tesoro nascosto, che ancora oggi, è il simbolo del collezionismo sportivo. Tecnicamente, non fa parte del catalogo delle figurine Panini, ma è stata inserita, come figurina storica, in assoluto più ricercata. In questa figurina, si vede, un giovanissimo Pelé, all’inizio della sua carriera. Prima, di diventare, il calciatore leggendario, che poi, siamo stati abituati a vedere, e seguire, per i suoi successi.
Fino al 2020, all’asta, questa figurina, veniva venduta, ad una cifra record, di 300 mila dollari.
Altre Figurine di Valore
Non solo le maglie, anche le figurine dei calciatori più costose vendute all’asta riescono a superare il milione di dollari: non è così frequente, ma succede.
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- Pelé (Coleção Quigol, 1958-1959): Raffigurato all'interno di un pallone in pelle, proveniente da un album brasiliano.
- Diego Armando Maradona (Albiceleste, 1979-1980): La figurina da rookie con la maglia dell'Argentina, un pezzo rarissimo.
- Kylian Mbappé (Mondiali Russia 2018): La figurina del giovane talento francese durante il vittorioso Mondiale.
- Cristiano Ronaldo (Sporting Lisbona, 2002-2003): La figurina dell'esordio di CR7 con la maglia biancoverde.
- Lionel Messi (FC Barcelona, 2004-2005): La figurina del debutto della Pulce con la maglia blaugrana.
- Erling Haaland (Borussia Dortmund, 2019-2020): La figurina dell'attaccante norvegese durante la sua prima stagione in Germania.
- Pelé (Balas Futebol, 1957): Una figurina particolarmente rara che ritrae Pelé come esordiente dell'anno.
- Lionel Messi (Panini, Mondiali 2014): La variante con bordo nero, molto ambita dai collezionisti.
- Pelé (Alifabolaget, 1958): La prima figurina di Pelé mai stampata, realizzata da un editore svedese.
Come Valutare una Figurina: I Fattori Determinanti
Il valore di una figurina è influenzato da diversi fattori, tra cui:
- Condizioni: Le figurine in perfette condizioni, senza pieghe, segni di usura o scolorimento, hanno un valore maggiore.
- Rarità: Le figurine rare, in edizione limitata o con errori di stampa, sono più preziose.
- Richiesta di mercato: Il valore di una figurina aumenta in base alla domanda dei collezionisti.
- Autenticità: È fondamentale assicurarsi che la figurina sia autentica e originale.
Negli Stati Uniti esistono appositi enti di certificazione - tra i più noti PSA (Professional Sports Authenticator), SGC e BGS (Beckett Grading Services) - che ne attestano l’autenticità e conservano le figurine sotto vuoto. Su queste valutazioni si basano la maggior parte delle vendite all’incanto
L'Evoluzione Grafica: Dagli Scatti Rubati alla Perfezione Digitale
All’inizio i calciatori erano immortalati nelle situazioni più strane, momenti rubati alla quotidianità: all’esterno dello stadio, durante gli allenamenti, negli spogliatoi o in mezzo ai tifosi. Pizzicati dai flash un po’ dove e come capitava. Oggi invece si sfiora la perfezione e c’è spazio persino per i club non professionistici.
Le vere novità della raccolta, all’alba degli anni Ottanta, sono proprio loro. Tempi di assoluto splendore, in cui ne arriva uno per squadra, acclamato come un imperatore. E spesso nelle immagini del tempo ci sono già tracce rivelatrici di ciò che sarà. Da questo momento in poi, infatti, gli album Panini sono un’antologia di campioni. Qui si chiude un’epoca, le figurine si migliorano, i ritocchi al computer eliminano le imperfezioni, non c’è più nulla da vedere sullo sfondo. Come più niente da immaginare ci offre la realtà di oggi, quelle dei mille stranieri e delle cento telecamere.
I raccoglitori degli anni Novanta sono l’emblema del Paese, grasso e mai sazio di vittorie. Calciatori attenti al look, fotografie ben curate, nessuno spazio all’improvvisazione e come cornice c’è quasi sempre il campo d’allenamento. Per intenderci, rare immagini scattate all’ultimo istante, prima di un calcio d’inizio , mentre i compagni effettuano il riscaldamento. Di quelle annate risentono anche gli album. Pochi innesti nuovi, non sempre decisivi, da una stagione all’altra quasi sempre le stesse facce.
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Le Figurine Panini Oggi: Tra Crisi, Cambi di Proprietà e la Magia Intatta
La figurina stampa un’immagine e non la elimina più. L’album del ’92-’93 rischia di essere l’ultimo. L’azienda modenese è in crisi e solo grazie a diversi cambi di proprietà riesce a salvarsi. Solo 413 immagini scattate, il minimo storico. La sorpresa per i collezionisti del periodo sono le foto delle squadre già incollate sull’album. Segno evidente di un massiccio risparmio che non intacca la qualità, sempre massima.
Il compito della Panini diventa più arduo per “colpa” dei sempre più frequenti cambi di maglia. Con la liberalizzazione del mercato nel 1992, i calciatori possono andare in un’altra squadra pur avendo iniziato la stagione con un altro club della stessa categoria. Diventa così difficile abituarsi all’idea di un proprio beniamino che, da una giornata all’altra, può diventare avversario e magari segnarti un gol contro. Ma i tanti terremoti del mercato non hanno mai colto davvero impreparata la Panini. Anche perché è diventato quasi impossibile tener botta ai troppi cambi in corsa, soprattutto da quando è stata inaugurata anche la finestra di mercato di gennaio. E allora ecco le figurine “cambia-maglia” per restare al passo coi tempi. Il suo tentativo di bloccare in un’immagine l’attuale caotico mondo del calcio merita rispetto.
Adesso la strada della Panini pare essere indirizzata verso gli Stati Uniti con un gruppo americano pronto a rilevare la storica azienda di via Emilio Po’. Oltre mille dipendenti nel mondo. Un simbolo made in Italy dal valore stimato un miliardo di euro. La speranza di tutti è che la Panini rimanga qui per sempre.