Donato De Caprio, il salumiere napoletano diventato star dei social media con il suo tormentone "con mollica o senza?", è un personaggio che incarna una storia di successo, di legame con la tradizione e, purtroppo, anche di tragiche vicende familiari. Questo articolo esplora la sua ascesa, la sua attività, la sua ricetta del successo e il drammatico evento che ha colpito la sua famiglia.
Dalle "Merenne" della Pignasecca al Successo Social
Donato De Caprio ha costruito la sua fama partendo da un gesto semplice: preparare panini, o meglio, "merenne", come si dice a Napoli. Per anni ha lavorato nel negozio "Ai Monti Lattari" al mercato della Pignasecca, ai Quartieri Spagnoli, preparando panini e chiedendo ai clienti se li preferivano "con mollica o senza". Questa semplice domanda, unita alla sua passione e al suo carisma, lo ha reso un fenomeno sui social media.
Con tre milioni di seguaci, Donato ha saputo trasformare la sua passione in un'attività di successo. Nel febbraio ha aperto la sua salumeria al mercato di Pignasecca, chiamandola proprio "Con mollica o senza". Insieme all’influencer e imprenditore Steven Basalari, già proprietario della discoteca “Number One” di Brescia, ha inaugurato la sua salumeria.
"Con Mollica o Senza": Un Brand di Successo
Il successo di Donato De Caprio non si limita ai numeri sui social media. La sua salumeria è diventata un punto di riferimento per amanti del cibo e curiosi, attratti dalla sua personalità e dalla qualità dei suoi prodotti. Influencer e personaggi famosi fanno a gara per un video o una foto con lui, contribuendo ad alimentare ulteriormente la sua popolarità.
Pochi giorni fa addirittura allo stuolo di fan del salumiere si è aggiunta anche la supermodella Bella Hadid. Donato ha ricambiato con un video dedica e un panino Hadid: con friarielli, provola e culatello. per te Nial.
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Recentemente, Donato ha portato la sua attività anche a Milano, aprendo un nuovo negozio nel cuore della città. Da quel giorno non ha mai smesso di lavorare e condividere con i suoi fan, oggi da tutta Italia, la sua passione per i panini farciti con salumi e formaggi.
La Ricetta del Successo: Semplicità, Tradizione e Passione
Qual è la ricetta del successo di Donato De Caprio? Sicuramente la sua capacità di unire semplicità, tradizione e passione. I suoi panini sono preparati con ingredienti freschi e genuini, seguendo le ricette della tradizione napoletana. La sua passione per il cibo e per il suo lavoro è contagiosa e traspare in ogni suo video e in ogni suo panino.
A casa preparava i panini come li facevo io dicendo alla mamma con mollica o senza. voglio dedicargli il suo panino preferito: smollicato, stracciatella di bufala, bresaola e mozzarella.
Un Furto a Roma e la Reazione dei Fan
La popolarità di Donato De Caprio ha portato anche a episodi spiacevoli. Un furto con scasso ha colpito il negozio di panini “Con Mollica o Senza” situato in Piazza di Pietra a Roma. Le immagini delle telecamere di sicurezza, condivise dall’influencer, mostrano il malvivente con il volto nascosto da un cappello mentre sfonda la vetrina e tenta di rubare la cassa, per poi danneggiare gli apparecchi di sicurezza con una mazza. L’intera azione si è svolta in pochi minuti.
Nonostante il danno subito, De Caprio ha rassicurato i clienti: «Il locale resta aperto e vi aspettiamo per i nostri panini». L’episodio ha suscitato una forte reazione sui social, con migliaia di commenti di solidarietà da parte dei follower di De Caprio. Tra i molti messaggi di incoraggiamento, ne compaiono anche alcuni di rabbia nei confronti dei malviventi comparsi nei video di sorveglianza pubblicati dallo stesso influencer. «Tanto non glli fanno niente se li beccano» scrive un delusissimo utente, rispecchiando l'amarezza di molti cittadini di fronte a circostanze di degrado ormai dilagante nelle maggiori città italiane.
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Questo episodio dimostra come Donato sia diventato un simbolo per molte persone, che vedono in lui un esempio di riscatto sociale e di successo ottenuto con il lavoro e la passione.
La Tragica Scomparsa della Madre, Rosa Gigante
La vita di Donato De Caprio è stata segnata anche da una tragica vicenda familiare. La madre, Rosa Gigante, è stata uccisa in casa sua a Pianura, periferia di Napoli. Fermata Stefania Russolillo, 47 anni. Uccisa al culmine di una lite per futili motivi dalla vicina di casa, con metodi brutali: martellate, un cavo intorno al collo, un principio di combustione sul corpo. Avrebbe trovato la morte così, stando alle prime indagini, Rosa Gigante, 73 anni ad agosto, il cui corpo è stato trovato martedì pomeriggio riverso sul pavimento in un’abitazione di via vicinale Sant’Aniello, a Pianura, periferia ovest di Napoli, al primo di due piani di un complesso di edilizia popolare. Subito i sospetti si sono concentrati su una vicina di casa, portata in questura, dove è stata a lungo interrogata e poi, in serata, sottoposta a fermo.
La signora avrebbe trovato la morte al termine di una violenta lite per la quale gli inquirenti stanno interrogando una donna. La Polizia di Stato ha sottoposto a fermo una donna, Stefania Russolillo, 47 anni, ritenuta gravemente indiziata dell'omicidio di Rosa Gigante. Il corpo senza vita della donna è stato trovato dagli agenti della Squadra Mobile e del commissariato Pianura in un'abitazione di via vicinale Santaniello. Sul corpo della vittima erano presenti evidenti segni di aggressione e tracce di un principio di combustione.
A dare l’allarme sono stati i vicini: sul posto è arrivata un’ambulanza ma era ormai troppo tardi. Fuori all’abitazione si sono radunati numerosi abitanti della zona e sui social si sono rapidamente diffusi centinaia e centinaia di messaggi di cordoglio per il salumiere. Diverse le testimonianze - soprattutto femminili - di chi è pronto a giurare di una vicinanza non sempre pacifica all’interno di quel palazzo. La donna, che era incensurata, sarebbe stata colpita con un martello, ma avrebbe avuto anche un cavo stretto intorno al collo e il corpo sarebbe stato parzialmente bruciato. Una scena terribile, un vero e proprio accanimento, con metodi brutali. Col passare delle ore la pista del litigio per contrasti tra vicini si è fatta più consistente, fino al fermo giunto in serata. Sembra che già in passato Rosa Gigante avesse avuto discussioni con la donna che l'ha aggredita. Ma sono ancora tanti i punti da chiarire. Non si conosce la dinamica esatta dell’omicidio né il movente preciso. Non si sa se sulla scena del crimine siano state presenti altre persone né se il delitto sia stato improvviso, nel corso di una discussione accesa, o invece sia stato premeditato.
Per gli inquirenti la Russolillo aveva progettato la rapina all'interno dell'abitazione della Gigante da circa un mese, per appropriarsi di gioielli e denaro. Dopo averla sbattuta contro le pareti dell’abitazione e fatta cadere a terra, l’avrebbe strangolata con un tubicino di plastica per l’aerosol. La donna ha confessato l’omicidio raccontando di averla "sbattuta contro il muro. Diverse volte, non ricordo quante volte", a seguito di una colluttazione. "L'ho ammazzata, ma non per soldi. Non volevo aggredirla, né rapinarla". A scatenare la furia omicida sarebbe stata una banale lite, secondo il racconto dell’assassina. "Mi ha chiesto se fosse arrivata la posta e le ho risposto di no. Poi mi aggredisce. A indirizzare le indagini sulla Russolillo fu proprio il marito della donna. Telefonò alla polizia per dire che era stata sua moglie a uccidere la 72enne.
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Tra i primi ad arrivare sul luogo del delitto - protetto da amici e familiari - anche il figlio Donato, personaggio la cui notorietà da circa un anno va ben oltre quella cittadina. La sua è la classica storia del self made man italiano: da dipendente di uno storico pizzicagnolo dove preparava le «merenne» a titolare di una sua bottega nel centro storico napoletano. Nella Pignasecca, per la precisione, ormai diventata una mecca di pellegrinaggio. Più che per i panini, è Donato ormai il brand.
Questo tragico evento ha scosso profondamente Donato e la sua famiglia, e ha suscitato un'ondata di cordoglio e solidarietà da parte dei suoi fan e di tutta la comunità napoletana.
Un Dolore Profondo: La Perdita del Nipote
Oltre alla tragica scomparsa della madre, Donato De Caprio ha dovuto affrontare un altro dolore immenso: la perdita del nipote, Nial. «Era nato prematuro - aveva spiegato la mamma a PrimaMonza quandò il piccolò morì - di 27 settimane e anche i dottori non sapevano se ce l’avrebbe fatta: per questo, per me, è stato un miracolo dal primo giorno che è venuto al mondo In questi anni ha dimostrato una forza di vivere incredibile, andando al di là di ogni ostacolo che limitavano la sua quotidianità. Abbiamo “vissuto” tanto negli ospedali tra visite e terapie, ma Nial non ha mai perso quel suo splendido sorriso. Era il sole della mia vita, capace di portare la luce in ogni singolo giorno. È stato il mio bambino, il mio migliore amico, il mio tutto».
Queste parole commoventi della madre di Nial testimoniano il profondo amore e il legame speciale che univa il bambino alla sua famiglia. La perdita di Nial ha rappresentato un dolore immenso per Donato e per tutti coloro che lo conoscevano.