Ravenna, città d'arte e di storia, non è solo famosa per i suoi mosaici bizantini e i suoi monumenti UNESCO, ma anche per una ricca tradizione culinaria, in particolare per i suoi dolci. Questi dolci, spesso legati a festività e ricorrenze specifiche, raccontano storie di antichi sapori, di rituali contadini e di leggende popolari. Un viaggio attraverso i dolci tradizionali di Ravenna è un'immersione nel cuore della cultura romagnola, un'esperienza che coinvolge tutti i sensi e che lascia un ricordo indelebile.
La Torta Teodora: Un Omaggio all'Imperatrice di Bisanzio
La Pasticceria Veneziana, situata nel centro storico di Ravenna, offre un'ampia selezione di specialità tradizionali, tra cui spicca la Torta Teodora. Creata nel 2002 in onore dell'imperatrice di Bisanzio, raffigurata in un mosaico nella Basilica di San Vitale, questa torta è un vero e proprio omaggio alla città.
Realizzata con farina gialla di mais e pinoli, ingredienti tipici del territorio, la Torta Teodora racchiude in sé i sapori autentici della Romagna. La ricetta include anche burro, zucchero a velo, uova intere, tuorli, farina di frumento, lievito in polvere, mandorle tritate e cannella, creando un equilibrio perfetto tra dolcezza e aroma.
Per gli amanti del cioccolato, la Pasticceria Veneziana propone la Divina, una tavoletta di finissimo cioccolato fondente al 70%, arricchita con pinoli e aromatizzata alla cannella. Un connubio irresistibile per un'esperienza di gusto intensa e appagante.
La pasticceria realizza anche dolci per ogni occasione e ricorrenza: panettoni, torroni e colombe artigianali, oltre a un vasto assortimento di pasticceria mignon, biscotteria, pralineria, torte e mousse. E per celebrare le ricorrenze speciali, le torte a più piani, comunemente dette torte all’americana, rendono l'offerta della pasticceria veramente imperdibile.
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Le Caterine e i Galletti: Una Tradizione Legata a Santa Caterina d'Alessandria
I biscotti decorati a forma di gallo, gallina e bambolina, conosciuti come Caterine e Galletti, sono una delle tradizioni culinarie più radicate a Ravenna. Questi biscotti vengono tradizionalmente regalati a bambini e bambine in occasione della festa di Santa Caterina d'Alessandria, il 25 novembre.
La leggenda delle Caterine narra di un pasticcere e di una giovane sarta innamorati, il cui amore era ostacolato dalla famiglia di lei. Per poter continuare a dimostrare il suo amore, il pasticcere creò un biscotto a forma di bambolina, la Caterina, simbolo del suo affetto per la sartina.
Le radici della tradizione si intrecciano anche con la religione cristiana. Santa Caterina d'Alessandria, celebrata il 25 novembre, è ricordata come una santa di rara bellezza che si convertì al cristianesimo, rifiutandosi di offrire sacrifici agli dei pagani. La forma di bambolina del biscotto rappresenta dunque la santa protettrice, mentre la gallina è un simbolo di fecondità per le ragazze.
Ricetta per preparare le Caterine e i Galletti:
- 500 g di farina bianca
- 100 g di burro fuso
- 200 g di zucchero
- 2 uova intere
- 1 bustina di lievito per dolci
- Scorza di limone grattugiata
- Perline colorate per decorare
Procedimento:
- Lavorare bene lo zucchero con le uova, aggiungere il burro fuso e la scorza grattugiata e mescolare.
- Unire la farina e il lievito setacciati e amalgamare il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.
- Far riposare coperto in frigorifero circa 20 minuti.
- Scaldare il forno a 180°C e intanto stendere l’impasto col matterello ad uno spessore di circa 1 cm.
- Ricavare con le formine (o con un coltello a mano libera) le figure desiderate, porle su una teglia coperta con carta da forno e far cuocere fino a doratura (circa 12 minuti).
- Far raffreddare su una gratella.
- Per la decorazione preparare la glassa al cioccolato e versare gli zuccherini colorati sul biscotto.
I Sabadoni: Un Dolce della Tradizione Contadina Romagnola
I sabadoni sono tortelli dolci, di forma rettangolare, farciti con un ripieno di castagne e altri ingredienti. Questo dolce tipico della Romagna e della cultura contadina si trova, con lo stesso nome o come tortelli di castagne, in un'area vasta che comprende anche Bologna e Ferrara.
Il nome dei sabadoni deriva dalla saba, il mosto cotto d'origine romagnola, che a volte fa parte del ripieno, a volte si usa solo per spennellare. Questa preparazione appartiene al passato, quando in campagna i dolci si cucinavano prevalentemente durante le feste religiose o per festeggiare particolari ricorrenze, utilizzando ciò che si aveva in casa. Per questa ragione, la ricetta variava secondo la disponibilità degli ingredienti, che dipendeva dalla stagione e dalle possibilità economiche delle famiglie.
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La caratteristica dei sabadoni e dei tortelli di castagne d'una volta è che devi preparare base e ripieno da zero. Questo dolce autunnale e invernale si preparava tradizionalmente nel periodo che va da novembre a febbraio. Per alcuni era tipico del Natale, per altri del Carnevale.
Impasto e cottura:
L'involucro è una frolla che prevede uova, burro e zucchero, ma nella versione più povera era una pasta matta di acqua e farina. In Romagna c'è chi usava anche l'impasto della piadina. Nell'impasto c'era chi usava lo strutto che, prima del burro, era un ingrediente molto utilizzato per rendere più fragrante e gustoso gli impasti dolci e salati.
La chiusura dei sabadoni è diversa da famiglia a famiglia: c'è la chiusura classica a tortello, quella che sovrappone due lembi di pasta; chi pizzica le estremità lasciando aperto il centro con il ripieno a vista e, infine, chi li chiude a spiga di grano come i tortelli di san Lazzaro, tipici della città di Faenza (Ra) e della Quaresima e anch'essi dolci.
Alcuni vecchi ricettari suggeriscono diversi metodi di cottura: al forno, lessati in acqua, fritti e, infine, cotti sul testo della piadina o sulla brace. Questo ultimo metodo è tipico della sola Romagna.
Il ripieno:
Il conte Giovanni Manzoni di Lugo, gastronomo che ha vissuto tra il 1800 e il 1900, racconta che, come per l'involucro esterno, allo stesso modo c'era un ripieno per i poveri e uno per i ricchi. La versione povera consisteva in un ripieno di castagne, fagioli e savor. Nel bolognese la mostarda ha preso il posto della confettura di frutta romagnola. Tra i principali componenti del ripieno, oltre a fagioli bolliti e passati e castagne secche, troviamo anche polpa di zucca e mele cotogne, pane grattugiato o, in alternativa, farina di castagne. Chi poteva, aggiungeva fichi secchi, uvette e spezie. Il cacao è il sapore più recente che è entrato a far parte della lista degli ingredienti del ripieno.
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Dopo la cottura c'è chi li spennella nell'acqua di cottura delle castagne mescolata con la saba. Oggi la tradizione si è persa ma c'era chi li teneva immersi nella saba per alcuni giorni.
Càpaltèz/Capellettacci:
È una variante in uso in pochi comuni dell'Appennino imolese e diffuso nei piccoli comuni di Tossignano, Fontanelice, Castel del Rio, Casalfiumanese e Casola Valsenio. In questo caso i nostri biscotti non si chiamano sabadoni ma cappelletti. Sono ravioli con ripieno di marroni, spezie, mostarda e cacao amaro e la loro particolarità riguarda il fatto che si mangiano conditi con olio, pepe e parmigiano grattugiato.
I Dolci di Carnevale dell'Emilia Romagna: Un Tripudio di Sapori
Il Carnevale in Emilia Romagna è un'esplosione di colori, maschere e, soprattutto, di dolci. Le pasticcerie si riempiono di prelibatezze fritte e cosparse di zucchero a velo, pronte a deliziare i palati di grandi e piccini.
Tra i dolci di Carnevale più tipici della regione, troviamo:
- Sfrappole: Sfoglie fritte nell'olio bollente e cosparse di zucchero a velo. Un dolce semplice ma irresistibile, tipico di Bologna.
- Frittelline: Tipiche della zona di Ravenna, queste frittelline venivano considerate un dolce "povero", fatto dalle famiglie dell'entroterra romagnolo. Sono croccanti fuori e morbide dentro, fritte nell'olio bollente e spolverate di zucchero a velo.
- Intrigoni: Dolci tipici del territorio di Ravenna, simili alle sfrappole bolognesi. Strisce di pasta fritte nell'olio bollente fino a raggiungere un colore dorato, poi cosparse di zucchero a velo.
- Castagnole: L'origine delle castagnole è contesa da diverse regioni del centro Italia, ma l'Emilia Romagna ha contribuito positivamente alla sua diffusione e preparazione. Possono essere farcite con cioccolata oppure crema e, naturalmente, vengono fritte nell'olio bollente.
- Sgionfini: Dolci tipici del territorio di Parma, simili a bignè fritti e farciti con crema.
- Tagliatelle fritte: Pasta arrotolata su se stessa, tagliata a fettine e fritta nell'olio bollente, poi cosparsa di zucchero a velo.
Altri Dolci Tipici della Romagna: Un Tesoro di Sapori Autentici
La Romagna vanta una lista di dolci tipici molto variegata, che spazia dai sapori rustici della tradizione contadina alle creazioni più elaborate delle pasticcerie moderne.
- Castagnaccio: Tipico delle zone appenniniche in cui abbondano le castagne, questo dolce è realizzato con farina di castagne, acqua, olio, uvetta e pinoli.
- Bustrengo: Un dolce misterioso di origine contadina, di cui soltanto le donne del paese di Borghi conoscono tutti gli ingredienti.
- Zuppa Inglese: Nonostante il nome, questo dolce è tipico romagnolo ed è composto da strati di pan di Spagna imbevuti di Alchermes e farciti con crema pasticcera e cioccolato.
- Ciambella Romagnola: Una vera istituzione in Romagna, questa ciambella è tradizionalmente senza buco, ha una caratteristica forma allungata a filoncino ed è cosparsa di zuccherini.
- Scroccadenti: Simili ai celebri biscotti toscani, questi biscotti secchi romagnoli a base di mandorla sono arricchiti da una punta di anice e, in qualche caso, anche da gocce di cioccolato.