La festa di San Giuseppe, celebrata il 19 marzo, è un'occasione speciale in Italia, che unisce devozione religiosa e tradizioni culinarie. Questa giornata, che coincide con la Festa del Papà, è ricca di dolci tipici regionali, ognuno con la sua storia e le sue peculiarità. Da nord a sud, le tavole si imbandiscono di prelibatezze, perlopiù fritte, che celebrano il santo e la figura paterna.
Zeppole di San Giuseppe: Regine della Festa
Le zeppole di San Giuseppe sono senza dubbio le protagoniste indiscusse di questa festa. Nate a Napoli, queste deliziose frittelle si sono diffuse in tutta Italia, diventando un simbolo della ricorrenza. La ricetta base prevede pochi ingredienti: acqua, farina, burro e un pizzico di sale. Alcune varianti prevedono l'aggiunta di un bicchiere di vino moscato o liquore d’anice.
Preparazione Tradizionale
La preparazione delle zeppole può avvenire in due modi: al forno o fritte.
Zeppole al forno:
- In una pentola, versare l’acqua, il burro e un pizzico di sale e portare sul fuoco. Mescolare fino a completo scioglimento del burro.
- Appena inizia a bollire, unire tutta la farina e mescolare energicamente per qualche minuto, fino a formare una palla compatta.
- Togliere dal fuoco e lasciare intiepidire leggermente.
- Aggiungere le uova medie, una alla volta, amalgamando bene ogni uovo prima di aggiungere il successivo, fino ad ottenere un impasto denso e cremoso.
- Trasferire l'impasto in una sac à poche con punta a stella.
- Su una teglia rivestita di carta forno, formare le zeppole, realizzando due giri concentrici e lasciando vuoto il centro. Mantenere una certa distanza tra una zeppola e l’altra, poiché tenderanno a gonfiarsi in cottura.
- Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 200°C per i primi 15 minuti, poi abbassare la temperatura a 190°C per altri 10 minuti.
- Spegnere il forno e lasciare lo sportello socchiuso, mantenendo le zeppole all'interno fino a raffreddamento completo.
- Una volta tiepide, guarnire le zeppole con crema pasticcera, riempiendo prima il centro e poi creando un ricciolo decorativo sopra.
Zeppole fritte:
- Seguire i primi 4 passaggi della ricetta delle zeppole al forno per preparare l'impasto.
- Riscaldare abbondante olio di arachide in un tegame dai bordi alti, portandolo a una temperatura tra i 160° e i 170°C.
- Con una sac à poche con bocchetta a stella, formare le zeppole direttamente nell'olio caldo, creando dei dischi di pasta con un foro al centro.
- Friggere le zeppole, rigirandole più volte, fino a doratura completa.
- Scolarle con una schiumarola e adagiarle su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.
- Guarnire le zeppole fritte con crema pasticcera e amarene sciroppate, spolverando il tutto con zucchero a velo.
Varianti e Guarnizioni
La versione più famosa è quella campano-pugliese, che prevede ciambelle di pasta bignè fritte e guarnite con crema pasticcera, amarene sciroppate e una spolverata di zucchero a velo. Le zeppole possono essere farcite anche con panna montata o marmellata di amarene.
Sfince di San Giuseppe: Un Tripudio di Sapori Siciliani
La Sicilia, terra di eccellenze pasticcere, celebra la Festa del Papà con la sfincia di San Giuseppe. Si tratta di una morbida frittella di forma irregolare, evoluzione di un impasto di grano e acqua. La sua superba golosità è dovuta alle suore del monastero delle Stimmate, a Palermo, che l'hanno arricchita e impreziosita con ingredienti tipici dell’isola: ricotta di pecora, canditi di scorza di agrumi e granella di pistacchio. Il 19 marzo viene festeggiato con le sfincie, delle morbide frittelle di forma irregolare evoluzione di un impasto di grano e acqua, arricchite e impreziosite da ingredienti tipici dell’isola come ricotta, canditi di scorza di agrumi e granella di pistacchio.
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Mostaccioli Calabresi: Un Dolce dalla Storia Antica
Il mese di marzo è legato anche ai mostaccioli, dolci tipici delle Serre Vibonesi in Calabria. La storia dei mostaccioli affonda le radici nel ‘500, quando furono introdotti nel Convento di San Domenico a Soriano Calabro. Si racconta che un monaco della vicina Certosa dei SS. Stefano e Bruno passò la ricetta ai frati del posto.
Frittelle di San Giuseppe: Semplici e Deliziose
Le frittelle di San Giuseppe sono un altro dolce tipico di questa festa. La ricetta è facile e veloce, pronta in quaranta minuti. Queste semplici frittelline sono gonfie bignole, da gustare calde e zuccherate.
Preparazione
- In una casseruola, scaldare l'acqua con il burro e un pizzico di sale.
- Quando raggiunge il bollore, togliere dal fuoco e versare la farina tutta in una volta.
- Mescolare energicamente fino a formare un composto omogeneo.
- Trasferire il composto in una ciotola e lasciarlo intiepidire.
- Unire le uova, una alla volta, mescolando e avendo cura che ognuno sia ben incorporato prima di aggiungere il successivo.
- Scaldare abbondante olio in una padella e friggere il composto a cucchiaiate.
- Fatele dorare e quando le frittelle si capovolgono da sole ritiratele con una schiumarola e fatele asciugare brevemente su carta da cucina.
- Servire le frittelle calde, spolverate con zucchero semolato e zucchero a velo.
Altre Tradizioni Regionali
La varietà dei dolci per la Festa di San Giuseppe non si limita a zeppole, sfince e frittelle. Ogni regione ha le sue specialità:
- Nord Italia: Nelle province di Pavia, Piacenza, Alessandria e Genova si preparano speciali frittelle. In Lombardia, le zeppole di San Giuseppe sono chiamate tortelli.
- Lazio: Si gustano favolosi bignè ripieni di crema pasticcera o ricotta impreziosita da zucchero, spezie e pezzi di frutta candita.
- Umbria: Sono tipiche le frittelle di riso, profumate con cannella e alchermes, imbiancate con zucchero a velo e arricchite con uvetta.
- Emilia-Romagna: A Bologna sono tipiche le raviole ripiene di marmellata o mostarda, biscottoni dolci legati alla celebrazione di San Giuseppe.
- Catania: Tra i dolci tradizionali c'è la crispella di riso, frittelle allungate a base di riso, arricchite da arancia e miele.
- Toscana: Nei giorni che precedono il 19 marzo, si preparano le frittelle di riso, realizzate con riso cotto in acqua bollente, latte e scorza di limone.
La Tavola di San Giuseppe in Salento
Nel Salento, la celebrazione di San Giuseppe è legata alla tradizione della Tavola di San Giuseppe. Si imbandiscono immense tavolate con un enorme banchetto che contempla piatti e ricette tipiche pugliesi: dai lampascioni alle rape, dai "vermiceddhri" al pesce fritto, dalle pittule alla zeppola, dal pane a forma di grossa ciambella ai finocchi e alle arance. I piatti serviti sono 13, come i commensali dell'ultima cena, e vengono scelti per il loro significato simbolico.
Origini e Significato
La Festa di San Giuseppe affonda le sue radici in antiche tradizioni. Nell’antica Roma il 19 marzo era dedicato alla festa delle Liberalia, divinità della Terra e dell’uomo. In segno di devozione, si offrivano in dono alla divinità pani e dolci di farina di grano fritti in olio. Una leggenda narra che, dopo essersi trasferito in Egitto per fuggire da Erode, Giuseppe iniziò a impastare e vendere frittelle per mantenere Maria e Gesù.
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