Introduzione
Gli spaghetti, una delle forme di pasta più amate al mondo, rappresentano un simbolo della cucina italiana. Ma dietro questo semplice piatto si cela una storia millenaria, che affonda le radici nella coltivazione del grano e nell'evoluzione delle tecniche di lavorazione. Questo articolo esplora il percorso degli spaghetti, dalla pianta di grano al piatto fumante, toccando aspetti storici, culturali e tecnologici.
Il Grano: Origini e Varietà
Il grano, o frumento, è il nome comune di diverse piante erbacee del genere Triticum. Questo genere appartiene alla famiglia delle graminacee, che include anche altri cereali importanti come avena, mais, riso, orzo e segale. Il nome latino Triticum evoca l'azione di tritare i semi per ottenere farina.
Secondo la teoria tradizionale, l'agricoltura ebbe origine in Medio Oriente, nella Mezzaluna fertile, un'area tra Siria e Iraq, per poi diffondersi in tutto il mondo. I primi agricoltori selezionavano le varietà di grano nell'ambiente naturale, piantandole e curandole. Tra le varietà più importanti, l'uomo ha identificato il grano tenero, utilizzato per la produzione del pane, e il grano duro, più ricco di glutine, tradizionalmente impiegato per la pasta.
Il grano è il frutto della terra per eccellenza, un dono mitologico di Demetra-Cerere agli uomini. Simbolo del fluire del tempo, della rinascita e dell'abbondanza, il grano compare nelle monete antiche, nelle raffigurazioni dei mesi e nella simbologia cristiana.
Dalla Mietitura alla Macinazione: Un Viaggio Attraverso i Secoli
Alla fine dell'era glaciale, intorno al 9000 a.C., il clima più caldo in Medio Oriente favorì la formazione di ricchi pascoli, portando alla raccolta e alla semina dei cereali. I semi venivano divisi, sgranati, mondati e macinati, trasformandosi in farina. I primi agricoltori diedero vita a due delle principali colture del mondo: orzo e frumento.
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Diversi popoli conoscevano i cereali e li raccoglievano allo stato selvatico ben prima dell'agricoltura. Ricerche archeologiche hanno dimostrato che già nell'era paleolitica, 30.000 anni fa, gli uomini macinavano tuberi e cereali selvatici con semplici macinelli in pietra per ottenere farina e preparare minestre o focacce cotte su pietre roventi.
La diffusione dei mulini da cereali in Europa occidentale risale all'età romano-imperiale. L'acqua dei fiumi divenne la principale fonte energetica. Nel Medioevo, si ebbe il maggior sviluppo di questi opifici. I mulini ad acqua potevano essere "a ritrecine" (a ruota orizzontale) o "vitruviani" (a ruota verticale). Sopra alle macine era posta la tramoggia, da cui il grano cadeva nello spazio tra le due mole, venendo macinato per pressione e sfregamento.
Nel XIX secolo, la tecnologia del mulino a pietra raggiunse la sua massima evoluzione. Parallelamente, si svilupparono i mulini a rulli di ferro. Il mulino a cilindri, costituito da cilindri di ghisa paralleli e rotanti in senso opposto, asportava la parte esterna dei chicchi, frantumandoli progressivamente.
La Nascita della Pasta: Un'Evoluzione Millenaria
La pasta, ricavata dalla miscela di grano macinato e acqua, si caratterizza per le sue forme, ottenute grazie all'impiego di appositi strumenti. Il formato "primigenio" è lo gnocco. Seguono i formati ricavati tagliando una sfoglia (tagliatelle, taglierini, tagliolini o maltagliati) e le paste ripiene a base di carne, formaggi, verdure, sigillate con stampi in legno o metallici.
La speronella, o rotella tagliapasta, è legata alla diffusione della pasta fresca nel Medioevo. Ispirata allo sperone per incitare i cavalli, la rotella taglia la pasta con un caratteristico segno a serpentina.
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La pasta fresca era conosciuta già dagli Etruschi e dai Romani, ma la pasta secca si affermò solo nel Medioevo, quando in Medio Oriente si scoprì che, usando il grano duro e facendo essiccare la pasta al sole, questa poteva durare anni. Inizialmente costosa, la pasta era riservata a mercanti, marinai ed eserciti. Diffusa nel Mediterraneo forse dalle comunità ebraiche, la pasta è documentata nel 1154 in Sicilia e nel 1244 a Genova.
Davanti alle vetrate, è riprodotto un telaio da essiccazione per la pasta lunga, simile a quelli di Torre Annunziata. La brezza marina consentiva l'essiccazione ottimale di spaghetti e bucatini. L'introduzione di nuove tecnologie per l'essiccazione controllata portò, tra Otto e Novecento, alla diffusione dei pastifici in tutte le regioni italiane.
La Produzione Industriale degli Spaghetti: Un Salto Tecnologico
Un lungo percorso tecnologico, tra il 1300 e il 1800, portò alla creazione di macchine e utensili sempre più grandi per alleggerire il lavoro umano nei laboratori artigiani. Un eccezionale impianto, proveniente dal Pastificio Celle di Chiavari, risale alla metà dell'Ottocento.
L'intero impianto era azionato da un sistema aereo di alberi e pulegge che trasmettevano la forza motrice ai singoli macchinari con cinghie in cuoio o tessute. La semola, ricavata dalla macinazione del grano duro, veniva impastata con acqua in un recipiente di grandi dimensioni, inizialmente a mano o con l'uso dei piedi, poi con una macchina dotata di braccia meccaniche o di una molazza di pietra.
Disegni di Spaghetti da Colorare: Un'Attività Creativa
Colorare è un'attività dai risvolti benefici per i bambini. Aiuta ad allenare la muscolatura della mano, a sostenere lo sforzo fisico necessario ad esercitare il tratto e ad eliminare lo stress e l'ansia.
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