La pizza, un piatto che non necessita di presentazioni, è una delle pietanze più amate a livello globale e rappresenta l'Italia in tutto il mondo. Partendo dalla ricetta classica, la pizza ha subito numerose varianti e rivisitazioni, non sempre apprezzate dai puristi di questa prelibatezza napoletana. Nel mondo del cibo d'asporto, la pizza è l'alimento più richiesto e viene consegnata nelle nostre case in una scatola di cartone. Ma perché la pizza è rotonda? E perché il cartone è quadrato? Questo articolo esplora la storia, la scienza e le ragioni pratiche dietro la forma rotonda della pizza, un'icona culinaria che ha conquistato il mondo.
Le Origini Antiche della Pizza: Un Viaggio nel Tempo
La storia della pizza affonda le sue radici in tempi antichissimi, con varianti primitive del piatto presenti in diverse civiltà.
Dalle Focacce Egizie al Pane Greco
Gli egizi, i greci e i romani preparavano focacce piatte che servivano da base per vari ingredienti. Queste focacce, spesso cotte su pietre roventi, erano per lo più rotonde per praticità. In particolare, i greci avevano una focaccia chiamata "plakous", condita con oli, erbe e formaggi. Anche i romani avevano il "panis focacius", da cui deriva la moderna focaccia.
La Pizza Napoletana: Nascita di un'Icona
La pizza come la conosciamo oggi ha le sue radici a Napoli, nel XVIII e XIX secolo. Le pizzerie napoletane iniziarono a produrre pizze rotonde perché la forma facilitava la preparazione e la cottura nei forni a legna. La famosa pizza Margherita, creata nel 1889 in onore della Regina Margherita di Savoia, è un esempio emblematico di questa tradizione. Con i suoi colori che richiamano la bandiera italiana (pomodoro rosso, mozzarella bianca e basilico verde), la pizza divenne un simbolo nazionale.
La Scienza Dietro la Forma Rotonda: Cottura Uniforme e Tensione Superficiale
La forma rotonda della pizza non è solo una questione di tradizione, ma anche di scienza culinaria.
Leggi anche: Authentic Gluten-Free Pizza
Distribuzione del Calore
Un fattore cruciale è la distribuzione del calore durante la cottura. In un forno, soprattutto in quelli a legna, il calore viene irradiato in modo più uniforme su una superficie circolare. Il calore si diffonde più facilmente lungo una superficie rotonda, permettendo una cottura rapida e uniforme.
Fisica dell'Impasto
Anche la fisica dell'impasto contribuisce alla forma rotonda della pizza. Quando l'impasto viene steso e lavorato, la tensione superficiale tende naturalmente a creare una forma circolare. Questo è dovuto alla distribuzione uniforme delle forze durante la manipolazione dell'impasto. Inoltre, la forma rotonda facilita l'espansione dell'impasto durante la lievitazione e la cottura.
La Pizza Rotonda come Simbolo Culturale: Unione e Convivialità
La pizza rotonda non è solo una scelta pratica, ma anche un simbolo culturale. In Italia, la forma rotonda della pizza rappresenta l'unione e la convivialità. Condividere una pizza rotonda è un gesto sociale che rafforza i legami tra le persone.
Riflesso del Sole
La rotondità della pizza può essere vista come un riflesso del sole, elemento centrale nella cultura mediterranea. Il sole, fonte di vita e calore, è simbolicamente rappresentato dalla forma circolare della pizza, che porta gioia e nutrimento.
Icona Globale
La pizza rotonda è diventata un'icona globale, spesso rappresentata nei media come simbolo di gioia e convivialità. Nei social media, le foto di pizze rotonde perfettamente cotte ricevono migliaia di "mi piace" e condivisioni, diventando un simbolo di qualità e artigianalità.
Leggi anche: Pizza Senza Lievito: Ricetta e Calorie
Praticità nella Preparazione e nel Servizio
Preparare una pizza rotonda è più semplice e intuitivo. Gli impasti rotondi sono più facili da stendere uniformemente, e la forma rotonda facilita il trasferimento della pizza dal piano di lavoro al forno.
Manipolazione Efficiente dell'Impasto
La manipolazione dell'impasto rotondo è anche più efficiente. I pizzaioli possono girare e stendere l'impasto con movimenti circolari, mantenendo uno spessore uniforme senza strappi o rotture.
Imballaggio e Servizio Ottimizzati
La forma rotonda della pizza è ideale anche per l'imballaggio e il servizio. Le scatole per pizza sono progettate per contenere perfettamente una pizza rotonda, massimizzando l'efficienza dello spazio e garantendo che la pizza arrivi a destinazione intatta. Il formato rotondo si adatta perfettamente ai piatti e ai vassoi utilizzati nei ristoranti e nelle pizzerie, rendendo il servizio più ordinato e presentabile.
Variazioni Regionali e Innovazioni Moderne
Nonostante la prevalenza della pizza rotonda, esistono variazioni regionali che adottano altre forme.
Pizza al Taglio e Sfincione
Ad esempio, la pizza al taglio, comune a Roma, è spesso rettangolare. In Sicilia, la pizza sfincione è un'altra eccezione, presentandosi in una forma rettangolare o quadrata.
Leggi anche: La tradizione di Mondo Pizza
Sperimentazioni Contemporanee
Nel mondo contemporaneo, le innovazioni non mancano. Alcuni chef sperimentano forme diverse per creare pizze uniche e accattivanti. Ad esempio, le pizze a forma di cuore per San Valentino o le pizze rettangolari gourmet servite in ristoranti di alta cucina. Anche le pizzerie artigianali e i food truck spesso giocano con le forme, offrendo pizze quadrate o ovali per distinguersi dalla concorrenza.
Il Cartone Quadrato: Un'Efficienza Economica e Pratica
Ora che abbiamo esplorato le ragioni della forma rotonda della pizza, resta da capire perché la scatola in cui viene consegnata sia invece di forma quadrata.
Costi di Produzione Ridotti
La ragione principale è di natura economica: produrre scatole quadrate è meno costoso e più semplice. Una scatola quadrata, infatti, viene creata con un singolo foglio di cartone, mentre per realizzarne una tonda ne servirebbero due. Fare scatole tonde significa anche creare più scarti nei tagli del cartone, aumentando il costo di realizzazione e gli sprechi.
Adattabilità alle Dimensioni
Inoltre, la pizza realizzata da un pizzaiolo non esce mai perfettamente tonda e una pizza non viene mai sfornata con la stessa identica circonferenza rispetto alla precedente o alla successiva. Le scatole quadrate ovviano dunque a questo potenziale problema, permettendo di adagiare al loro interno una pizza anche dai contorni irregolari.
Facilità di Stoccaggio
Infine, può sembrare banale, ma un ulteriore motivo riguarda proprio le pizzerie: disporre cartoni quadrati in un locale o una cucina è più facile, e prima del montaggio, visto che sono formati da un unico pezzo, occupano meno spazio. Anche se le dimensioni non sono spesso agevoli, il cartone quadrato è conveniente anche per la conservazione degli avanzi in frigorifero, dato che può essere impilato più agevolmente su altre confezioni di alimenti.
L'Invenzione del Cartone per Pizza
La scatola della pizza è nella sua semplicità più elaborata e ingegnosa di quanto si possa pensare. Il cartone ondulato, infatti, permette la regolazione dell'umidità e evita alla pizza di incollarsi al suo contenitore, oltre a salvaguardarne le proprietà alimentari. Un'invenzione geniale che non poteva che venire da un italiano: la scatola in cartone per asporto della pizza, infatti, fu brevettata da Sergio Boscolo nel 1985. In quell'anno fondò la Trebox, azienda specializzata nella produzione su larga scala di questo prodotto.
La Pizza a Roma: Un Capitolo a Parte
La pizza a Roma rappresenta un capitolo a parte nella storia di questo piatto. Diverse tipologie di pizza si sono affermate nella capitale, ognuna con le sue peculiarità.
Pizza del Fornaio e Pizza in Teglia
La pizza romana ha una storia di cibo povero e popolare. La prima tipologia è quella della pizza "del fornaio", cotta nel forno del pane. La seconda è la pizza in teglia. A partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta, ognuna di queste tipologie ha seguito il proprio percorso.
Forno di Campo de' Fiori
Uno dei forni risalente alla prima metà dell'Ottocento, in pieno centro storico, è il Forno di Campo de' Fiori, che ha continuato fino ad oggi a sfornare pizza bianca e pizza rossa. Per il romano di una certa età, la pizza è ancora oggi solo questa del fornaio.
L'Innovazione di Angelo Iezzi e Gabriele Bonci
Negli anni Ottanta, Franco Palermo aprì il primo "bio-forno" della Capitale. Successivamente, Angelo Iezzi introdusse un impasto molto più idratato e a lunga lievitazione. Gabriele Bonci, dopo l'incontro con Franco Palermo, aprì il suo Pizzarium, rivoluzionando la pizza in teglia con un'attenzione particolare alla farina e ai prodotti utilizzati per la farcitura.
Pizza Tonda Romana: "Scrocchiarella"
Anche la pizza tonda al tavolo si è affermata a Roma nella seconda metà degli anni '50. Questa pizza è completamente diversa da quella napoletana: sottile, senza cornicione, stesa con il mattarello o a mano, molto friabile e croccante, "scrocchiarella". Locali come da Baffetto e Panattoni sono ancora oggi molto frequentati e amati dai romani.
La Rivoluzione della Pizza Romana
Negli ultimi venti anni, c'è stata una ventata di innovazione che ha trasformato l'impostazione del locale della pizzeria e le caratteristiche della pizza stessa. L'affinamento nella scelta delle farine e l'attenzione ai metodi di lievitazione hanno aperto un nuovo capitolo nella storia del cibo a Roma.
L'Influenza Napoletana
Negli anni Novanta, hanno iniziato a prendere piede a Roma una serie di pizzerie napoletane. Tra i primi a proporre una pizza che cercasse di andare al di là della contrapposizione tra pizza "bassa" romana e pizza "alta" napoletana è stato Tonino Vespa. Giancarlo Casa, con la sua Gatta Mangiona, è diventato un sostenitore della pizza buona dentro e ottima fuori, con una cura certosina nella selezione di birre, vino e champagne.
Stefano Callegari e il Trapizzino
Nel 2005, Stefano Callegari ha aperto Sforno, una pizzeria dove il protagonista è il forno a legna. Callegari ha inventato il Trapizzino, un triangolo di pasta di pizza farcito con le salse e le ricette della tradizione romana. Edoardo Papa, con la sua In Fucina, ha aggiunto l'idea di una pizzeria che è come un ristorante, con una cura nel servizio e una proposta "a degustazione".