Introduzione
Il calcio balilla e le figurine Panini rappresentano due icone della cultura popolare italiana, capaci di evocare ricordi d'infanzia, passioni sportive e momenti di aggregazione sociale. Questo articolo esplora la storia di questi due fenomeni, analizzandone le origini, l'evoluzione e le curiosità che li hanno resi intramontabili simboli del nostro paese.
Le Origini del Calcio Balilla: Tra Storia e Leggenda
Le origini del calcio balilla sono avvolte nel mistero, con diverse teorie e rivendicazioni sulla sua invenzione. Andrea Angiolino e Beniamino Sidoti, nel loro Dizionario dei giochi, citano il tedesco Broto Watcher, l'inglese Harold Sea Thornton e un operaio francese della Citroen come possibili inventori. Nel 1922, Thornton depositò il brevetto di "un apparato per giocare un gioco di football", seguito nel 1937 dallo spagnolo Alejandro Finisterre.
Indipendentemente dall'inventore, il calcio balilla si diffuse rapidamente in Europa e nel mondo, diventando un passatempo popolare in oratori, bar e stabilimenti balneari. In Italia, il gioco si radicò profondamente nella cultura popolare, diventando un simbolo di aggregazione e divertimento.
Calcio Balilla: un gioco democratico
Il calcio balilla è un gioco democratico, aperto a tutti, senza limiti di fisico e di età, perdere non rappresenta un dramma così grande.
Calcio Balilla: dal fascismo ai giorni nostri
Durante il periodo fascista, il regime tentò di appropriarsi del nome "Balilla", in riferimento allo pseudonimo di Giovan Battista Perasso, patriota genovese. Tuttavia, il gioco continuò a prosperare, sopravvivendo alla Seconda Guerra Mondiale e al boom economico.
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Nel 1947, Marcel Zosso iniziò la produzione industriale di calcio balilla a Marsiglia, mentre nel 1954 fu fondata ad Alessandria la Garlando, tuttora leader mondiale del settore. La Garlando portò il calcio balilla nei bar, trasformandoli in arene di sfide dove il premio finale era una coca cola, una gazzosa, un bicchiere di vino.
La Federazione Italiana Calcio Balilla (FICB)
La Federazione Italiana Calcio Balilla (FICB), con sede a Feletto, nel Canavese, promuove il calcio balilla a livello agonistico. Il presidente della FICB, Massimo Ragona, spiega che l'organizzazione raduna una novantina di associazioni sportive dilettantistiche, affiliate agli Enti di Promozione Sportiva. I tesserati sono circa quattordicimila, tremila i giocatori che si contendono il ranking nazionale e partecipano in Italia e all’estero ai vari campionati internazionali.
Le Figurine Panini: Un Fenomeno di Costume
Parallelamente alla diffusione del calcio balilla, un altro fenomeno culturale si imponeva nell'immaginario collettivo italiano: le figurine Panini.
Cinquant'anni fa, un oscuro litografo di Reggio Emilia creò la prima figurina Panini. L'onore spettò a Bruno «maciste» Bolchi, roccioso mediano di Inter e Nazionale: dal bianconero della foto originale al neroazzurro con bordo giallo. I fratelli Panini (Benito, Giuseppe, Umberto e Franco), rivenditori e distributori di giornali a Modena, ebbero l'intuizione di inserire le figurine nelle buste-sorpresa, un gadget che andava per la maggiore.
Il successo fu immediato e inaspettato, tanto da convincere i fratelli Panini a diventare editori. Nel 1961 uscì il primo album, con la foto di Nils Liedholm sullo sfondo giallo. Le donne di casa e le avventizie assunte per l'occasione lanciavano badilate di figurine contro il muro, per mescolarle e garantire il primo comandamento della casa: le raccolte Panini si possono sempre completare. Il secondo comandamento era: ogni squadra deve avere pari dignità, non importa se si chiami Juventus o Lecco.
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La Rivoluzione Panini
La Panini rivoluzionò il mercato delle figurine, sbaragliando la concorrenza grazie a una distribuzione capillare e a una strategia di marketing innovativa. Le «figu», «fifi» in modenese, erano Panini.
L'azienda crebbe rapidamente, espandendosi anche nel settore delle edizioni didattiche e delle raccolte internazionali. Nel 1970 uscì la prima collezione rivolta al mondo, quella per i campionati del Messico. Due anni dopo, dagli stabilimenti uscì l'ultima figurina di colla, sostituita dalla «fifimatic», l'imbustatrice automatica.
Figurine Panini: molto più che semplici adesivi
Le figurine Panini non erano solo semplici adesivi, ma rappresentavano un vero e proprio rito collettivo. I bambini si ritrovavano per scambiare le figurine, completare gli album e condividere la passione per il calcio.
Le figurine Panini sono diventate un simbolo dell'Italia, tanto che il primo album, quello con la maglia strappata di Liedholm, ha raggiunto quotazioni vicine ai 10 mila euro.
"Celo, celo…manca!" e altri giochi con le figurine
Lo scambio delle figurine era un momento fondamentale. "Celo, celo…manca!" e la trattativa andava avanti anche ore. Unico obiettivo: completare il loro album.
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Oltre al collezionismo, le figurine offrivano la possibilità di giocare. Uno dei giochi più praticati era "facce o pirole", dove i giocatori lanciavano in aria le figurine e cercavano di raccogliere quelle con la faccia (parte anteriore) o la pirola (parte posteriore) rivolta verso l'alto. Altri giochi includevano l'appoggio delle figurine al muro e il lancio delle figurine per cercare di sovrapporle a quelle degli avversari.
Giochi di strada e figurine Panini
Le figurine Panini erano utilizzate anche per personalizzare altri giochi, come i "tappini" delle bibite. All'interno dei tappini, i bambini appiccicavano l'immagine ritagliata del corridore in bicicletta preferito. Le gare si disputavano sugli scalini della Chiesa e consistevano nel completare il tragitto con meno colpi possibili.
Il Calcio Balilla e le Figurine Panini Oggi
Oggi, il calcio balilla e le figurine Panini continuano a essere popolari in Italia e nel mondo. Il calcio balilla è presente in bar, sale giochi e abitazioni private, mentre le figurine Panini sono oggetto di collezionismo e scambio.
La Panini, pur essendo passata in mani straniere e poi tornata in Italia, vende figurine in tutto il mondo. L'azienda continua a innovare, proponendo nuove collezioni e iniziative per coinvolgere i collezionisti di tutte le età.
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