Il Caffè Pedrocchi, situato nel cuore di Padova, è molto più di un semplice bar: è un'istituzione, un simbolo della città, un luogo intriso di storia e cultura. Fin dalla sua fondazione, ha rappresentato un punto d'incontro per intellettuali, artisti, aristocratici e borghesi, diventando un'icona di eleganza e raffinatezza. Questo articolo esplora la storia affascinante del Caffè Pedrocchi, la sua architettura unica e la celebre ricetta del "Pedrocchino", il caffè alla menta che lo ha reso famoso.
Le Origini: Un Sogno di Antonio Pedrocchi
All'inizio del XIX secolo, Antonio Pedrocchi, ereditando la bottega di caffè del padre, ebbe una visione ambiziosa: creare il caffè più bello del mondo. Acquistò gradualmente i locali adiacenti e nel 1826 presentò al Comune il suo progetto per la costruzione di un edificio che comprendesse spazi per la torrefazione, la preparazione del caffè, la conservazione del ghiaccio e la mescita delle bevande.
L'Architettura di Giuseppe Jappelli: Un'Impronta Neoclassica
Per realizzare il suo sogno, Antonio Pedrocchi si affidò all'architetto veneziano Giuseppe Jappelli, celebre e rinomato all'epoca. Jappelli creò un complesso architettonico elegante e prestigioso in stile neoclassico, caratterizzato da una pianta irregolare e da un eclettismo che mescola elementi neoclassici con influenze gotiche e orientali. L'inaugurazione del Caffè Pedrocchi avvenne nel 1831, segnando l'inizio di una nuova era per la città di Padova.
Un Caffè "Senza Porte": Accoglienza e Apertura
Fin da subito, il Caffè Pedrocchi si distinse per l'accoglienza riservata a ogni persona che ne varcava la soglia. Chiunque poteva sedere ai suoi tavoli, anche senza ordinare, e leggere i giornali. Questa apertura "universale" valse al Caffè il soprannome di "caffè senza porte", poiché rimase aperto giorno e notte dal 1831 al 1916, quando gli assembramenti notturni furono vietati durante la Prima Guerra Mondiale. Il motto che ha reso celebre Padova è: “Città del Santo senza nome, del Prato senza erba e del caffè senza porte”.
Le Sale Storiche: Un Viaggio nel Tempo
Entrare al Pedrocchi è un emozionante viaggio nella storia. Le tre sale al piano terra, la Sala Verde, la Sala Bianca e la Sala Rossa, conservano ancora oggi il fascino degli stili passati.
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La Sala Verde: Un Omaggio al Tricolore
La Sala Verde prende il nome dal colore della tappezzeria, scelto per onorare la bandiera tricolore. Secondo l'usanza, questa sala è sempre stata aperta a tutti, offrendo un luogo sicuro dove le persone meno abbienti potevano riscaldarsi nelle fredde giornate d'inverno e sostare senza obbligo di consumazione. Da questo aneddoto popolare trae origine il detto "essere al verde". Oggi, questa usanza viene mantenuta offrendo un caffè americano gratuito a tutti gli studenti di Padova.
La Sala Bianca: Memoria dei Moti Risorgimentali
La Sala Bianca è ricordata per un fatto storico accaduto l'8 febbraio 1848, quando dei soldati austriaci aprirono il fuoco contro degli studenti in rivolta. In quell'occasione, un colpo di pistola uccise uno studente. A ricordare quella giornata, una targa commemorativa e un foro di proiettile in una delle pareti della sala. Nella Sala Bianca si trova anche una targa con la famosa citazione di Stendhal: "È a Padova che ho cominciato a vedere la vita alla maniera veneziana, con le donne sedute nei caffè. L'eccellente ristoratore Pedrocchi, il migliore d'Italia".
La Sala Rossa: Il Cuore del Caffè
La Sala Rossa è il nucleo centrale del Caffè Pedrocchi, dove si trova il bancone costruito su disegno di Jappelli, un bancone marmoreo a forma ellittica terminante con sei zampe leonine. I bassorilievi e l'orologio ancora funzionante posti sopra il bancone avevano una funzione simbolica: ricordare che questo era il "Caffè senza porte", un caffè che non chiudeva mai. Nelle pareti opposte alle finestre si trovano i dipinti dei due emisferi di mappamondo in proiezione stereografica con il settentrione in basso e nomenclatura in lingua francese.
Il Piano Nobile: Arte e Cultura
Nel 1842, in occasione del IV Congresso degli Scienziati Italiani, venne inaugurato il Piano Nobile, uno spazio interamente dedicato agli spettacoli e alle feste. Le dieci sale del piano superiore sono decorate in stili diversi, seguendo un ideale percorso attraverso le civiltà dell'epoca, in pieno stile romantico ottocentesco. Tra le sale più suggestive, la Sala Etrusca, la Sala Greca, la Sala Moresca, la Sala Romana, la Sala Rinascimentale e la Sala Gotica. Oggi, il Piano Nobile ospita il Museo del Risorgimento e dell'Età Contemporanea.
Un Punto d'Incontro per Intellettuali e Artisti
Nel corso degli anni, il Caffè Pedrocchi è stato frequentato dai più brillanti letterati e intellettuali, come Eleonora Duse, Filippo Tommaso Marinetti, Gabriele D'Annunzio, Honoré de Balzac e Stendhal, insieme a studenti, politici, professori e patrioti. Stendhal, in particolare, era un assiduo frequentatore del Caffè, tanto da definirlo "il migliore d'Italia" nel suo romanzo "La Certosa di Parma".
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Il "Pedrocchino": La Ricetta Segreta del Caffè alla Menta
Ogni locale storico che si rispetti ha la sua ricetta segreta, e il Caffè Pedrocchi non fa eccezione. La caffetteria serve l'amatissimo caffè Pedrocchi, chiamato affettuosamente anche "Pedrocchino", preparato con un'emulsione di panna fresca, spolverata di cacao amaro e menta in polvere, servito rigorosamente in una tazza da cappuccino.
Gli Ingredienti e la Preparazione
La ricetta del Pedrocchino è segreta e viene tramandata da barista a barista. Tuttavia, si sa che gli ingredienti chiave sono:
- Un caffè espresso di qualità, preferibilmente una miscela forte composta da arabica (90%) e robusta (10%), torrefatta su commissione.
- Panna fresca di malga, proveniente dai produttori di montagna delle Dolomiti.
- Menta particolarmente dolce e profumata, frutto di un lavoro di selezione.
- Cacao amaro in polvere.
Per preparare il Pedrocchino, si emulsiona la panna fresca con la menta in polvere, creando una crema spumosa. Si versa poi l'espresso nella tazza e si ricopre con la crema alla menta, spolverando con cacao amaro.
Come Gustare il Pedrocchino
Il Pedrocchino non va zuccherato né mescolato, poiché la tradizione vuole che venga servito senza cucchiaino. L'idea è di assaporare prima lo strato di panna aromatizzata alla menta e poi il caffè, per un'esperienza sensoriale completa. Alcuni, tuttavia, preferiscono richiedere il cucchiaino per gustare meglio lo strato di panna che altrimenti resterebbe sul fondo della tazza.
Varianti e Innovazioni
Nel corso degli anni, sono state create diverse varianti del Pedrocchino, come la versione estiva, servita fredda in coppa Martini, e la torta Pedrocchi, che unisce l'aroma del caffè con le note olfattive e i sapori del cacao e della menta.
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Il Caffè Pedrocchi Oggi: Tra Tradizione e Innovazione
Dal 2014, il Caffè Pedrocchi è gestito da Fedegroup, nel rispetto del testamento di Antonio Pedrocchi, che obbliga il Comune di Padova a conservare e migliorare lo stabilimento, mantenendolo al passo con i progressi e preservandone il prestigio. Oggi, il Caffè Pedrocchi continua ad essere un luogo d'incontro, un salotto culturale e un punto di riferimento per la città di Padova. Oltre al tradizionale caffè, offre una vasta gamma di servizi, tra cui ristorazione, eventi e visite guidate.
La Torta Pedrocchi
La torta Pedrocchi nasce nel 2014 e viene realizzata per il Caffè dalla storica Pasticceria Racca secondo una ricetta anch'essa segreta ed esclusiva. Da gustare nelle storiche sale o da portare a casa, alterna profumi e consistenze per un risultato finale fresco, ma deciso: alla base c'è un soffice strato di pan di Spagna al cacao, preparato con farina di riso che rende il dolce gluten free; sopra lo strato di pan di Spagna viene posato uno strato di crema al caffè preparata con la miscela esclusiva del Pedrocchi. Un altro strato di pan di Spagna al cacao separa le due creme, quella di caffè e quella alla menta, che conferisce freschezza al dolce. Completa il tutto una glassa al cioccolato fondente che aggiunge croccantezza al dessert. La torta Pedrocchi si serve fresca di frigorifero e accompagnata da una nuvola di panna montata.