Batteri nel Sushi: Rischi, Prevenzione e Consigli per un Consumo Sicuro

Il sushi, emblema della cucina giapponese, ha conquistato un posto d'onore sulle tavole di tutto il mondo, Italia compresa. La sua popolarità, tuttavia, non deve farci dimenticare i rischi connessi al consumo di pesce crudo, primo fra tutti la possibile presenza di parassiti come l'anisakis e batteri come Salmonella e Listeria monocytogenes. Questo articolo si propone di fare chiarezza sui pericoli legati al consumo di sushi, fornendo informazioni utili per prevenirli e godere di questo piatto in tutta sicurezza.

Anisakis: Un Ospite Indesiderato nel Pesce Crudo

L'anisakis (Anisakis simplex) è un verme nematode parassita di molti pesci che comunemente consumiamo, come tonno, salmone, sardina, acciuga, merluzzo, nasello e sgombro. Le sue larve, visibili a occhio nudo (1-3 cm), si presentano di colore bianco-rosato e tendono ad arrotolarsi su se stesse. Questo parassita si trova prevalentemente nella zona inferiore del corpo del pesce, rendendo il consumo di pesce crudo, come sushi e sashimi, particolarmente rischioso.

Il Ciclo Vitale dell'Anisakis

Il ciclo vitale dell'anisakis è complesso e coinvolge mammiferi marini, crostacei e pesci. Gli adulti del parassita vivono nello stomaco dei mammiferi marini (balene, foche, delfini), rilasciando le uova attraverso le feci. Queste uova si schiudono e vengono ingerite dal krill, un piccolo crostaceo. Il krill, a sua volta, viene mangiato da pesci e molluschi, che ingeriscono le larve di anisakis. Il ciclo si conclude quando un mammifero marino mangia un pesce infestato.

Pesci d'Allevamento: Una Scelta Più Sicura?

Per garantire un pesce privo di parassiti, una possibile soluzione è rivolgersi al pesce proveniente da allevamenti controllati, dove gli animali sono sottoposti a rigidi controlli sanitari, a differenza di quanto avviene in mare aperto. Il mangime del salmone norvegese, ad esempio, viene sottoposto a trattamenti termici che uccidono eventuali parassiti del pesce, rendendolo sicuro per il consumo crudo anche senza congelamento.

Sintomi dell'Anisakiasi

L'anisakiasi è l'infezione causata dall'ingestione di larve vive di anisakis. Nella maggior parte dei casi, le larve muoiono senza causare disturbi, ma in alcuni casi possono invadere la mucosa dello stomaco o dell'intestino, provocando una reazione infiammatoria. I sintomi possono comparire dopo 4-6 ore dall'ingestione e includono nausea, vomito e dolori allo stomaco. In alcuni casi, l'infezione può colpire l'intestino fino a 7 giorni dopo l'ingestione, causando febbre, vomito e diarrea. In rari casi, le larve possono perforare la mucosa gastrointestinale, causando emorragie.

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Diagnosi e Trattamento dell'Anisakiasi

La diagnosi dell'anisakiasi può essere complessa, poiché i sintomi sono simili a quelli di altre patologie gastrointestinali. Gli esami di laboratorio specifici possono aiutare a identificare la presenza di anticorpi contro l'anisakis. L'accertamento definitivo si ottiene mediante endoscopia, che permette di visualizzare e rimuovere le larve presenti nel tratto gastrointestinale. In casi gravi, può essere necessario un intervento chirurgico. In alcuni casi, si utilizzano farmaci antiparassitari.

Prevenzione dell'Anisakiasi: Congelamento, Cottura e Altre Misure

La prevenzione è l'arma più efficace contro l'anisakiasi. Ecco alcuni consigli utili:

  • Congelamento: Congelare il pesce fresco a -20°C per almeno 24 ore (o -18°C per 96 ore in un congelatore domestico a tre stelle) è un metodo efficace per uccidere le larve di anisakis. Anche il Regolamento UE 1276/2011 stabilisce che gli operatori del settore alimentare devono assicurarsi che il pesce destinato al consumo crudo o quasi crudo sia sottoposto a un trattamento di congelamento che uccida i parassiti vivi.
  • Cottura: Cuocere il pesce a una temperatura superiore a 60°C per almeno 10 minuti garantisce l'uccisione delle larve.
  • Rimozione delle Viscere: Togliere le viscere dal pesce il prima possibile riduce il rischio di migrazione delle larve dalla cavità viscerale ai muscoli.
  • Acquisto Consapevole: Acquistare pesce proveniente da fonti affidabili, come allevamenti controllati, può ridurre il rischio di infestazione. Verificare che il pesce sia stato correttamente congelato o che provenga da allevamenti che seguono rigorosi standard igienico-sanitari.
  • Ristoranti di Qualità: Scegliere ristoranti che rispettano le norme igienico-sanitarie e che utilizzano pesce abbattuto correttamente. Osservare la pulizia del locale e l'aspetto del pesce servito.

Attenzione: La marinatura con limone o aceto non uccide le larve di anisakis.

Altri Rischi del Sushi: Batteri, Istamina e Metalli Pesanti

Oltre all'anisakis, il consumo di sushi può comportare altri rischi per la salute:

  • Batteri: Il pesce crudo può essere contaminato da batteri come Salmonella e Listeria monocytogenes, che possono causare intossicazioni alimentari. È fondamentale prestare attenzione alla catena del freddo e all'igiene durante la preparazione e la conservazione del sushi.
  • Istamina: Una cattiva gestione di tonno, alici e sardine può portare alla formazione di istamina, una sostanza che può causare reazioni allergiche (sindrome sgombroide). Per prevenire la formazione di istamina, è essenziale mantenere il pesce a temperature di refrigerazione.
  • Metalli Pesanti: Alcune specie ittiche, come tonno e pesce spada, possono accumulare mercurio e altri metalli tossici. Un consumo eccessivo di queste specie può portare a intossicazioni.

Come Consumare Sushi in Sicurezza: Consigli Pratici

Ecco alcuni consigli pratici per consumare sushi in sicurezza:

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  • A casa:
    • Assicurarsi che il congelatore domestico raggiunga la temperatura di -20°C.
    • Congelare il pesce fresco per almeno 24 ore prima di consumarlo crudo.
    • Scongelare il pesce in frigorifero, non a temperatura ambiente o sotto l'acqua corrente.
    • Mantenere un'elevata igiene durante la preparazione del sushi, utilizzando utensili e taglieri separati per il pesce crudo.
  • Al ristorante:
    • Osservare la pulizia del locale e l'aspetto del pesce servito.
    • Verificare che il pesce sia lucido, senza macchie o odori strani.
    • Chiedere informazioni sulla provenienza e sul metodo di conservazione del pesce.
    • Evitare i ristoranti che offrono sushi a prezzi eccessivamente bassi (all you can eat), poiché la qualità del pesce potrebbe essere compromessa.

Abbattimento: Non Elimina Tutti i Rischi

È importante sottolineare che l'abbattimento, pur essendo un metodo efficace per uccidere i parassiti, non elimina tutti i rischi legati al consumo di pesce crudo. Non elimina l'istamina e non garantisce l'assenza di batteri o metalli pesanti.

Il Ruolo degli Allevamenti

Una vasta parte del pesce utilizzato nelle preparazioni di sushi/sashimi proviene da allevamenti. In particolare si tratta di salmone norvegese. Il Norwegian Food Council ha precisato che il salmone norvegese viene allevato in gabbie a rete aperte in mare e che esistono severi requisiti igienici nei processi di macellazione e lavorazione. "Il motivo principale per cui il salmone norvegese può essere consumato crudo, anche senza congelamento, è che il mangime del salmone è stato sottoposto a un trattamento termico che uccide eventuali parassiti del pesce".

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