Introduzione
La pizza, un piatto semplice ma versatile, è molto più di un alimento: è un simbolo di convivialità, amicizia e tradizione italiana. Da una cena improvvisata tra amici a una coccola pomeridiana, la pizza è sempre presente per deliziare il palato e il cuore.
Le Antiche Origini della Pizza
La pizza ha radici profonde che risalgono all'antichità. Già Etruschi, Greci, Babilonesi ed Egiziani preparavano focacce arricchite con erbe aromatiche in occasioni speciali. Tuttavia, è con i Romani che la pizza stringe un legame più forte, sia dal punto di vista etimologico che delle tradizioni.
Il "Libum" Romano: Un Antenato della Pizza
Il grande poeta Virgilio, nell'Eneide, descrive la preparazione di un impasto chiamato "libum", una sorta di focaccia di farro macinato. Il termine "pizza" deriva dal participio passato del verbo latino "pinsere", che significa schiacciare, macinare, pestare: azioni ancora oggi fondamentali nella preparazione dell'impasto. Nell'antica Roma, il rituale per preparare il libum prevedeva la macinazione del farro, la setacciatura della farina, l'impasto con acqua e sale, l'aggiunta di erbe aromatiche e la cottura della sfoglia sottile sulle ceneri del focolare domestico.
La Pizza Napoletana: Nascita di un Mito
Secoli dopo, la storia della pizza si intreccia con l'inventiva del popolo napoletano. Nel XVI secolo, a Napoli, si diffondeva una focaccia simile a una galletta, chiamata anch'essa pizza, considerata un cibo povero, soprattutto da strada.
La Pizza "Marinara": La Prima Pizza Napoletana
Gli storici ritengono che la prima vera pizza napoletana fosse la "marinara", condita con aglio, olio, pomodoro e origano. Era un cibo per i poveri, una pietanza veloce da consumare per strada. Le pizzerie dell'epoca non erano luoghi di ritrovo, ma laboratori angusti con un bancone e un forno a legna, dove si producevano pizze da asporto o per i venditori ambulanti.
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L'Invenzione della Pizza Margherita: Una Leggenda Reale
La leggenda narra che nel 1889, durante una visita a Napoli del Re Umberto I e della Regina Margherita, il pizzaiolo Raffaele Esposito preparò tre pizze in onore dei sovrani. Una di queste, condita con pomodoro, mozzarella e basilico per richiamare i colori della bandiera italiana, riscosse un particolare successo presso la Regina Margherita. In segno di gratitudine, Esposito decise di chiamare questa pizza "Margherita" in onore della sovrana. Tuttavia, alcuni documenti suggeriscono che una pizza simile, con pomodoro, mozzarella e basilico, esistesse già nel 1858.
La Pizza: Un Termometro Sociale ed Economico
La pizza, in quanto cibo popolare, rifletteva l'andamento dei mercati. Il suo prezzo variava a seconda del costo delle materie prime e della freschezza degli ingredienti. Per i più poveri, esistevano pizze "vecchie" a prezzi inferiori e la "pizza a oggi otto", pagabile una settimana dopo.
La Pizza Conquista l'Italia e il Mondo
Con l'Unità d'Italia nel 1861, la pizza iniziò a diffondersi in tutto il paese, diventando un simbolo dell'italianità. All'inizio del '900, con le prime migrazioni verso gli Stati Uniti, la pizza sbarcò oltreoceano. Gli emigrati italiani, per ricostruire la propria identità e le dinamiche sociali tipiche del Sud Italia, aprirono pizzerie, che divennero presto popolari anche tra gli americani. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, grazie al boom economico, le pizzerie si diffusero in tutta Italia, diventando luoghi di ritrovo per eccellenza.
Il Disciplinare della Vera Pizza Napoletana
Nel 1984 nasce l'Associazione Verace Pizza Napoletana, con l'obiettivo di tutelare e promuovere la vera pizza napoletana. L'associazione ha definito regole precise per la preparazione e la lavorazione della pizza, che nel 2010 hanno portato al riconoscimento della pizza napoletana come Specialità Tradizionale Garantita (STG) dall'Unione Europea. Il disciplinare stabilisce che la pizza napoletana deve avere una forma tonda, una pasta morbida e un cornicione alto. La cottura deve avvenire esclusivamente in forno a legna. Gli ingredienti principali sono pomodori pelati o pomodorini freschi, olio extravergine di oliva, aglio, origano (per la marinara), mozzarella di bufala campana DOP, basilico fresco e mozzarella STG (per la margherita).
Varianti Regionali e Creatività in Cucina
La pizza, pur mantenendo le sue radici napoletane, si è evoluta nel tempo, dando vita a numerose varianti regionali e interpretazioni creative. Ogni regione italiana ha sviluppato le proprie specialità, utilizzando ingredienti locali e tecniche di preparazione uniche.
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Pizza Dolce: Una Sorpresa Inaspettata
Nel corso della storia, la pizza non è stata solo salata. Pellegrino Artusi, nel suo celebre libro di cucina "La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene", riporta tre ricette di pizza dolce: la pizza alla napoletana (una frolla con ricotta e mandorle), la pizza a libretti (fritta) e la pizza gravida (una frolla con pinoli e uvetta).
La Pizza Fritta: Un Classico Napoletano
La pizza fritta è un'altra specialità napoletana, una semplice pasta cresciuta, allargata e fritta, da consumare calda.
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