Danilo Bertazzi: Dalla Melevisione al Matrimonio, una Vita di Trasformazioni e Rinascite

Chi è stato bambino nei primi anni 2000 lo ricorda come Tonio Cartonio, il folletto bibitiere della "Melevisione", un programma per bambini molto amato. Ma Danilo Bertazzi è molto più di un personaggio televisivo amato: è un artista maturo, impegnato e capace di reinventarsi, restando fedele a sé stesso e al suo pubblico.

Gli Inizi e il Successo con la Melevisione

Danilo Bertazzi nasce il 23 febbraio 1960 a Chivasso. Dopo il diploma al Centro di Formazione Teatrale di Torino, Danilo segue diversi seminari di perfezionamento e inizia a lavorare come attore sia a teatro che in televisione. Con il Teatro Stabile di Torino porta in scena Il piccolo principe e Cuore a gas, mentre con il Teatro delle Dieci partecipa a La cantatrice calva, Rassegna di monologhi, e altre opere di successo.

In televisione, invece, Danilo debutta nel 1988 con le serie tv Versilia ’66 e Passioni, alle quali affianca anche il lavoro di doppiatore e produttore radiofonico. Nel 1995, Danilo prende parte al film Cuore cattivo, mentre quattro anni dopo lo ritroviamo nella pellicola Ormai è fatta!.

La vera notorietà arriva però nel 1999 quando Danilo interpreta il folletto bibitiere Tonio Cartonio nel programma per bambini Melevisione. Un ruolo che gli permette di ottenere grandissima popolarità e, soprattutto, di diventare un vero e proprio idolo per i bambini. Un’intera generazione è cresciuta guardando la Melevisione, il programma pensato per i bambini in onda il pomeriggio su Rai 3 e ambientato nell’ormai iconico Fantabosco. Ogni episodio del programma, che inizialmente includeva anche cartoni animati, si concentra su avventure tematiche vissute dai vari personaggi. Nelle prime sei stagioni, il protagonista principale e conduttore era il folletto Tonio Cartonio, interpretato da Danilo Bertazzi.

Per diciassette stagioni, il programma è stato il “principe” del palinsesto pomeridiano di Rai Tre: la «Melevisione» ha accompagnato innumerevoli merende ed è stata un appuntamento fisso per un’intera generazione, una parentesi di dolce far nulla tra la fine delle lezioni e l’inizio dei compiti per il giorno dopo. Tutti ricordiamo i nomi di Lupo Lucio, Strega Varana, Fata Lina e degli altri abitanti del Fantabosco. Ancor di più, stampati nella nostra memoria ci sono i volti dei due protagonisti. Dapprima, tra il 1999 e il 2004, c’è stato il «folletto bibitiere» Tonio Cartonio, alias di Danilo Bertazzi. Poi, dal 2004 al 2015, a tenere il timone della trasmissione ci ha pensato Milo Cotogno, interpretato da Lorenzo Branchetti. Tonio Cartonio e Milo Cotogno sono due icone della cultura pop italiana, o meglio, lo sono per tutti quei «bambini del Duemila» che sono cresciuti insieme a loro.

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Il Lavoro nei Panni di Tonio Cartonio

Durante i suoi anni alla Melevisione, Bertazzi era l’attore con più turni di lavoro. Il lunedì facevano il “notturno”, che iniziava alle 13 e finiva a mezzanotte, mentre gli altri giorni della settimana iniziavano alle 8 con il trucco e alle 9 con le registrazioni. Si girava per otto ore e quando si sforava ci veniva chiesto di restare un po’ più a lungo. Di solito realizzavano una puntata al giorno - quindi ogni giorno c’era un copione diverso da imparare - con l’eccezione degli episodi più complessi e di quelli con le canzoni, che invece richiedevano un paio di giorni di riprese. Entravano in studio a settembre per registrare le puntate che sarebbero andate in onda il mese dopo, fino a giugno. In estate c’erano le repliche: la «Melevisione» accompagnava i bambini per tutto l’anno. E il sabato e la domenica era in giro per l’Italia in tournée: fare Tonio Cartonio non lasciava tanto spazio per la vita privata!

Perché la Melevisione è diventata un fenomeno culturale generazionale?

Secondo Bertazzi, la Melevisione era un appuntamento fisso dedicato ai bambini. Quella generazione, quella nata nella seconda metà degli anni Novanta, aveva un momento preciso del palinsesto per sé. Non c’erano i canali tematici e lo streaming, grazie ai quali è possibile trovare dei contenuti da guardare in TV a ogni ora. Era la fine della televisione dei ragazzi, che esisteva fin da quando lui era bambino: era un’oasi su misura per i bambini. Nel tempo è diventata un rito. Si faceva merenda guardando la «Melevisione», poi c’erano i compiti o si scendeva in cortile a giocare: nessuno restava a guardare la TV. E c’era anche il rito di aspettare il giorno dopo per vedere la puntata successiva, una cosa che ormai non esiste più. Poi era un posto sicuro, magico: c’era Tonio che accompagnava i bambini nel Fantabosco. Non che non ci fossero dei cattivi, ma tutto era strutturato in modo che gli spettatori non avessero paura.

Un Momento Storico: l'11 Settembre 2001

La Melevisione è entrata nella memoria e nella cultura popolare, segnando anche alcuni momenti storici importanti. Un episodio memorabile, ad esempio, è la puntata 107 della terza stagione, in onda in replica l’11 settembre 2001 e interrotta alle 15:33 da Peppi Franzelin per un’edizione straordinaria del TG3 che riportava in diretta gli attentati alle Torri Gemelle. Non sono mancati momenti di riflessione anche su episodi delicati, come l’interruzione della Melevisione durante l’attentato dell’11 settembre 2001. “Forse si sarebbe potuto aspettare la fine della puntata prima di dare la notizia, per non turbare i bambini”, ha dichiarato.

L'Abbandono del Programma e le Difficoltà

Danilo abbandona il programma nel 2004 e dall’anno successivo inizia a lavorare in teatro, con il gruppo musicale Nuove Tribù Zulu, in Fantastica, e altri spettacoli teatrali. Dopo sei stagioni della Melevisione, nel 2004 Danilo decide di lasciare il programma. A Repubblica spiega i motivi dietro questa dolorosa scelta: «Credo sia come la fine di un amore. Non c’è mai solo un motivo per cui due persone si lasciano, ci sono sempre diverse ragioni che ti portano a dire ‘è arrivato il momento di separarci’. Anche perché se poi prendi le ragioni una per una non ci riesci a credere, pensi ‘ma veramente vi lasciate per questo?’. Ecco, anche nella fine della mia storia d’amore con la Melevisione, e con Tonio, ci sono state diverse ragioni. La principale era la volontà di rimpossessarmi della mia vita. E di Danilo, perché Tonio aveva preso il sopravvento. Ho fatto un salto nel buio, non avevo assolutamente idea che cosa sarebbe successo dopo. L’occasione è stata la domanda di una fan che ricordava come da piccola amasse guardare la Melevisione e chiedeva appunto perché l’attore avesse deciso di andarsene. L’attore racconta infatti nel video che non c’era un buon rapporto con il secondo regista della Melevisione e, soprattutto, il personaggio di Tonio Cartonio stava prendendo il sopravvento sulla sua vita. Un altro motivo, magari anche più grande, è che stavo perdendo Danilo, non c’era più nessuno che mi chiamava Danilo. Ci avevo ripensato, volevo parlare col direttore di Rai3 dell’epoca, poi sono stato tutta la notte sveglio e il mattino dopo sono andato e ho confermato questa mia volontà di lasciare il programma.

Dopo aver lasciato la Melevisione nel 2004, Danilo Bertazzi ha attraversato una fase complicata della sua carriera. “Non ho lavorato per due anni”, ha raccontato in un’intervista al Corriere del Trentino. La sua decisione di abbandonare il ruolo che lo aveva reso popolare è stata vissuta quasi come una rottura affettiva: “È come quando finisce una relazione: ti manca, ma doveva andare così”.

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La Fake News sulla Morte per Overdose

A poche settimane dall'addio al Fantabosco, però, arriva la fake news sulla sua morte per overdose: «L’espressione fake news non esisteva e si chiamavano ancora bufala o leggenda metropolitana. Dopo tanti anni ancora non so come sia potuto accadere, non mi sono mai dato una spiegazione ed è il motivo per cui ci ho sofferto tanto. Pensavo di non meritare una fine così infamante. Mi avessero almeno fatto morire da eroe… Non sono mai stato un personaggio da rotocalco, facevo un programma per bambini. Ci ho messo anni per farci pace, ormai sono sereno. Poi, senza social, all’epoca era molto più difficile smentire una notizia falsa come quella, oggi fai una storia su Instagram e chiarisci. Andò avanti per parecchio, per me era un dolore digitare il mio nome sui motori di ricerca e trovarci, associate, le parole overdose, morte, droga.

Le notizie della presunta morte di Danilo Bertazzi per Overdose non sono altro che maldicenze messe in giro da autori rimasti purtroppo sconosciuti. Tonio Cartonio era diventato un’icona assoluta per i bambini degli anni ’90 e di inizio anni 2000 e la sua decisione di abbandonare la Melevisione aveva generato molta tristezza nel pubblico di giovanissimi. Proprio da questo momento hanno iniziato a insinuarsi tra gli spettatori alcune maldicenze sul motivo che lo aveva spinto a lasciare il programma. Qualcuno aveva diffuso la voce che Danilo fosse stato sostituito per problemi di droga. Secondo alcuni pettegolezzi infondati, Danilo sarebbe deceduto per overdose subito dopo la sua uscita di scena dalla Melevisione. Dunque, il personaggio suo omonimo di cui ha vestito i panni dal 2006 al 2008 nel programma di Rai3 intitolato Trebisonda, sarebbe stato in realtà interpretato da un suo sosia. Ovviamente, denunciare la diffusione di queste false notizie a Il Fatto Quotidiano, come ha disperatamente provato a fare Danilo, non è servito a scovare la fonte che le ha messe in giro in origine.

Intervistato recentemente da Il Fatto Quotidiano, l’attore ha raccontato di essersi rivolto alle forze dell’ordine per cercare di risalire alla fonte di queste notizie false. Così ha spiegato: Quella fake news a me ha fatto molto male, devo essere sincero. C’era qualcosa di infamante dietro tutto quello: ho fatto denunce, ma non siamo mai riusciti a trovare i responsabili. Come mi dissero i commissari che accolsero la mia prima denuncia, pubblicare una notizia su internet è paragonabile al lancio di un sasso nell’acqua: i cerchi si allargano, ma non riesci più a risalire al sassolino che l’ha generato. Ancora oggi mi sfugge il motivo per cui c’è stato un accanimento di quel tipo verso un personaggio che, tutto sommato, era per i bambini. La cosa incredibile è che tutti ci hanno creduto e a poco è valso il mio essere tornato in video, anni fa, con la Trebisonda. Niente, c’era stata una sorta di rifiuto a credere che io fossi ancora vivo: dicevano che quello era un sosia, pensi un po’. Davvero assurdo. Ancora oggi mi capita di leggere commenti tipo ‘Ah ma quindi è vivo?’: caspita, bisognerebbe fare una educazione su come muoversi sul web e su come verificare l’affidabilità delle notizie

Nonostante ciò, le strane voci sul suo conto - tra le quali anche una morte per overdose - non hanno mai smesso di circolare. Sono ormai 6 anni che Danilo ha sciolto il silenzio sulle fake news che lo circondavano. L’attore e autore televisivo, infatti, ha un canale YouTube su cui aveva pubblicato nel 2014 un video intitolato “Un saluto dal mondo dei vivi“, sperando così di mettere a tacere tutti i pettegolezzi. Da quel momento, ha continuato poi a utilizzare il suo canale per pubblicare video di ogni sorta, confidandosi e rispondendo ai dubbi e ai problemi di cuore dei suoi fan. Insomma, una parola sbagliata e qualcuno che la diffonda possono rendere la vita impossibile a chi lavora con la propria immagine ma anche a chi non sa come fermare il flusso di informazioni sbagliate.

Problemi di Salute

In quel periodo, però, stava anche affrontando alcuni problemi di salute molto importanti: «Mentre facevo ancora Melevisione mi sono sottoposto al primo intervento al cuore, era il 2001. Esattamente vent’anni dopo, nel 2021, ne ho fatto un altro. Un intervento di quel genere ti cambia un po’ la percezione delle cose, l’idea che hai della vita. Anche quello potrebbe aver influito nella decisione. Cercherò di spiegarvi il motivo per cui ho lasciato il Fantabosco. Gli autori si erano inventati una malattia del Fantabosco, così io potevo stare steso nel letto, col pigiamone, perché là sotto avevo ancora tutte le cannule per le flebo, che facevo tutti i giorni. Di quegli anni ricorda ancora l’affetto ricevuto e il momento più difficile, quello in cui si era visto costretto ad andare in onda con le flebo collegate al corpo.

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Il Ritorno alla Melevisione e Nuovi Progetti

Dal 2006 al 2008 torna poi su Rai 3 con il programma contenitore Trebisonda. Nel 2010 conduce il programma di cucina Slurp insieme a Michela Coppa, mentre nel 2011 partecipa alla soap opera CentoVetrine. Nello stesso anno, Danilo fa il suo grande ritorno alla Melevisione interpretando il ruolo di Cuoco Danilo, e partecipa al film Le stelle inquiete. A seguire diventa autore del programma La posta di YoYo sul canale Rai Yoyo e, nel 2020, partecipa al cast del programma Che succ3de?. Due anni dopo, Danilo torna in televisione con Calzino, un nuovo programma per bambini, seguito da Un cerotto per amico.

Nel 2014, Bertazzi è rientrato alla «Melevisione» nei panni di Cuoco Danilo. Era il periodo d’oro dei cooking show, e nel 2013 aveva ideato un programma di cucina per bambini. Gli autori della «Melevisione» del tempo volevano cavalcare l’onda e lo avevano visto cucinare. Per questo lo hanno chiamato, forti anche del fatto che ormai i bambini cresciuti con Tonio non guardavano più la televisione, soprattutto i canali per i più piccoli, visto che nel mentre la trasmissione si era spostata su Rai Yoyo. Il ritorno di un “vecchio” attore non sarebbe sembrato forzato, perciò è tornato nelle vesti di un cuoco del castello. Era un po’ surreale, perché interagiva con i personaggi che erano rimasti nel Fantabosco e che aveva conosciuto come Tonio… ma loro fingevano di non conoscerlo!

Recentemente è tornato sul piccolo schermo con una parte nella seconda stagione di «Pesci Piccoli». Gli scenografi hanno fatto un lavoro incredibile: c’erano esattamente il suo bosco, il suo bancone, il portone della sua cantina. È stato come tornare dentro il Fantabosco a distanza di vent’anni. Dopo aver detto “arrivederci” agli spettatori nell’ultima puntata non ha mai rimesso piede su quel set. Anche quando interpretava Cuoco Danilo, la cucina di Re Quercia era lontana dal Fantabosco. È stato un ritorno al passato, è stato catartico perché ha tirato fuori un’emozione che aveva sempre trattenuto: l’ho lasciata andare, e nella puntata si vede.

Oggi, Danilo Bertazzi ha trovato nuovi modi per esprimere la sua creatività. È tornato all’intrattenimento per bambini su Rai Yoyo con il programma Calzino, e ha dato voce a La posta di YoYo, dove continua a interagire con il pubblico più giovane con la stessa dolcezza e ironia di sempre. Il suo impegno però va ben oltre lo schermo. Recentemente ha prestato la sua voce al corto animato MK1, un progetto nato per sensibilizzare contro l’abbandono degli animali.

Coming Out e Matrimonio

Nel 2019 l’attore ha reso nota al pubblico la sua omosessualità, sottolineando di avere al suo fianco un compagno di nome Roberto dal 2012. Ora però, l’interprete del nostro amatissimo Tonio Cartonio è felice. Dopo aver fatto coming out nel 2019 come omosessuale, si è finalmente tolto un altro peso e può vivere serenamente e liberamente la storia d’amore con il proprio compagno, con il quale è fidanzato dal 2012. La visibilità riottenuta grazie alla partecipazione al programma condotto da Geppy Cucciari lo hanno spinto, nell’aprile 2022 a tornare in tv con un programma tutto suo, sempre indirizzato a un pubblico di giovanissimi.

Ad inizio anno, la coppia aveva condiviso una foto con la scritta: «Il sarà l'anno del sì, lo voglio. Ora Danilo Bertazzi ha 64 anni e si è sposato con Roberto Nozza, suo compagno da 12 anni. Lo ha annunciato lui stesso con un post social dove i due sposi posano felici. Le nozze sono state celebrate a Besana Brianza. Un post in cui Bertazzi ha voluto mettere oltre alla foto con il suo sposo, uno scatto insieme ai genitori e un altro dove si vedono le mani con le fedi. Poche le parole, un "Sì" e "Love is love", l’amore è amore, come hashtag. L'attore Danilo Bertazzi ha detto “sì” in Brianza, il primo luglio, come raccontano gli sposi nelle foto pubblicate sui rispettivi social. Il suo nome vero è Danilo Bertazzi, e l'attore il primo luglio ha sposato il suo compagno Roberto Nozza, un fotografo a cui è legato da 12 anni. I due si sono detti “sì” in Brianza, come si vede dalle foto pubblicate sui social. Sia Danilo che Roberto hanno pubblicato gli scatti del giorno delle nozze su Instagram, dove hanno voluto condividere la gioia di questo momento con i loro followers. Ora ha fatto il grande passo unendosi in matrimonio a Roberto: ha scelto una giacca bianca e dei mughetti come fiori. Le nozze sono state celebrate in Brianza, a poca distanza dalla casa dei suoceri di Bertazzi che hanno fatto anche da testimoni. Anche sul piano personale, Danilo Bertazzi ha fatto passi importanti. Nel 2019 ha reso pubblica la sua omosessualità e ha condiviso con naturalezza il suo legame con Roberto, suo compagno dal 2012. La coppia si è sposata nel luglio in una cerimonia intima, ma dal profondo valore simbolico.

Sulla volontà di avere un figlio, l'ex Tonio Cartonio rivela: «Ormai sono troppo vecchio (ride). C’è stato un tempo, quando avevo trent’anni e andavo in analisi, un’analisi tosta, di quelle che vanno indietro fino all’infanzia. E c’è stato un momento in cui avrei desiderato avere una famiglia numerosa, tantissimi figli, una moglie. All’epoca era quello il mio immaginario, forse perché non l’ho avuta. Sono sicuro che sarei stato un padre non perfetto ma amorevole, li avrei amati tanto. Adesso… per carità: posso fare il nonno o lo zio di tutti i bambini dei miei amici».

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