L'intolleranza ai lieviti e la candidosi sono condizioni interconnesse che possono causare una serie di disturbi fastidiosi. Questo articolo esplora i sintomi, le cause, le opzioni dietetiche e i trattamenti disponibili per gestire queste problematiche.
Introduzione
Negli ultimi anni, si è assistito a un crescente interesse verso le intolleranze alimentari, tra cui l'intolleranza ai lieviti. Sebbene non sia universalmente riconosciuta come una diagnosi medica consolidata, l'intolleranza ai lieviti può manifestarsi con una varietà di sintomi che influenzano la qualità della vita. Parallelamente, la Candida, un genere di lievito, può causare infezioni, soprattutto quando si verifica uno squilibrio nella flora batterica intestinale. Comprendere il legame tra intolleranza ai lieviti e Candida è fondamentale per adottare strategie di gestione efficaci.
Candida Intestinale: Un'Infezione Fungina
La candida intestinale è un'infezione fungina, generalmente sostenuta dal lievito Candida albicans, che colpisce l'intestino provocando una sintomatologia molto fastidiosa e, talvolta, anche grave.
Ruolo della Candida nell'Organismo
In condizioni normali, la Candida albicans è un commensale presente nella flora batterica intestinale di moltissimi individui sani e nella vagina, dove viene tenuta sotto controllo dall’azione del sistema immunitario, che non le permette un’eccessiva proliferazione. Nell’intestino la candida sembra svolgere addirittura un utile ruolo nella digestione degli zuccheri, mediante un processo di fermentazione. A differenza di altre forme di candidosi quella intestinale generalmente non si può trasmettere da un individuo malato a uno sano.
Cause della Candida Intestinale
In seguito a determinate situazioni, il lievito in questione può trasformarsi da commensale saprofita a patogeno, dando origine in questo modo alla candida intestinale. La disbiosi intestinale, uno squilibrio tra i microrganismi benefici e patogeni nell'intestino, è una delle cause principali della candidosi intestinale.
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Fattori che possono contribuire alla crescita eccessiva di Candida includono:
- Una dieta ricca di zuccheri, carboidrati raffinati e cibi lavorati.
- Lo stress cronico.
- Un sistema immunitario debole o compromesso.
- Squilibri ormonali.
- Il consumo eccessivo di alcool.
- L'uso di antibiotici, corticosteroidi e terapie ormonali.
- Il glutine.
- I latticini che contengono elevate quantità di lattosio.
Sintomi della Candida Intestinale
Se l’infezione è localizzata solo a livello del tratto enterico, la sua individuazione risulta alquanto difficile, poiché la sintomatologia da essa indotta potrebbe essere confusa con la sintomatologia provocata da altre malattie intestinali.
I sintomi più comuni della candida intestinale includono:
- Gonfiore.
- Diarrea e stitichezza.
- Gas intestinali.
- Nausea.
- Dolori addominali.
- Eruzioni cutanee e prurito.
- Mal di testa.
- Spossatezza.
- Difficoltà di concentrazione.
- Dolori muscolari ed articolari.
- Starnuti e sintomi influenzali.
- Un senso di malessere generalizzato.
Complicazioni della Candida Intestinale
E’ pertanto, necessario un corretto trattamento della candidosi intestinale, in quanto può causare lo sviluppo di complicanze più importanti, quali l’infiammazione di colon e intestino (colite e enterite) o favorire l’insorgenza di allergie e intolleranze alimentari. Nelle situazioni più gravi la candida diventa in grado di entrare in circolo ad innescare un processo di infezione diffusa (sepsi). In condizioni particolarmente gravi, quali una profonda immunodepressione, la candida è in grado di attraversare la parete intestinale e riversarsi nel torrente ematico. È una complicanza molto grave, potenzialmente letale, ma fortunatamente molto rara.
Diagnosi della Candida Intestinale
Per poter effettuare una diagnosi certa, sarebbe necessario eseguire, tramite colonscopia, una biopsia a livello intestinale allo scopo di identificare la presenza di Candida. Essendo però questi esami invasivi si cerca di evitare queste procedure e pertanto la diagnosi avviene mediante la clinica e attraverso la coltura delle feci (coprocoltura), l’esame che ricerca la presenza della candida al loro interno.
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Altri test diagnostici includono:
- Analisi del sangue per rilevare la presenza di anticorpi specifici contro la Candida.
- Analisi dell'urina per i metaboliti organici prodotti dal metabolismo della Candida.
Trattamento della Candida Intestinale
La terapia della candidosi intestinale si basa sull’utilizzo di farmaci antifungini, quali fluconazolo ed itraconazolo, che uccidono il fungo e liberano il tratto intestinale dalla colonizzazione della candida. In aggiunta ai suddetti farmaci antifungini - al fine di ripristinare il naturale equilibrio della flora intestinale - potrebbe essere utile ricorrere all’assunzione di adeguati fermenti lattici probiotici.
Trasmissione della Candida Intestinale
Le modalità di trasmissione della candida intestinale includono:
- Trasmissione oro-fecale, mediante cibi non lavati accuratamente e contaminati da liquami ed altri materiali di scarto.
- Trasmissione durante il parto o durante l’allattamento: in queste condizioni avviene quando la donna presenta una candidosi vaginale e trasmette l’infezione al nascituro durante l’attraversamento del canale del parto e durante la suzione del capezzolo quando la cute o i capezzoli della madre sono contaminati dal fungo. In questi casi la candida si stabilisce nell’intestino del neonato sin dai primi mesi di vita.
Intolleranza ai Lieviti: Una Sensibilità Alimentare
Il termine “intolleranza ai lieviti” è usato in genere per descrivere una sensibilità di tipo non allergico, che quindi non coinvolge il sistema immunitario. Molte persone credono che pizza, pane, grissini e birra causino l’insorgenza o il peggioramento di sintomi gastrointestinali e che per questo sia necessaria una stretta dieta di eliminazione. L’ intolleranza al lievito non è una diagnosi medica accettata dalla medicina ufficiale e tanto meno dagli allergologi: semplicemente, non ci sono prove.
Cause dell'Intolleranza ai Lieviti
Le cause dell‘intolleranza al lievito sono la carenza di enzimi digestivi ed uno squilibrio della flora intestinale, con un aumento di lieviti nell’intestino; un’altra causa di intolleranza è la sensibilità allergica al lievito o ad un gruppo di alimenti lievitati, per cui viene innescata una risposta del sistema immunitario con il consumo di questi prodotti. Anche i fattori genetici contribuiscono allo sviluppo di intolleranza.
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Sintomi dell'Intolleranza ai Lieviti
I sintomi dell’intolleranza al lievito sono vari e differiscono da persona a persona. I sintomi più comuni sono gonfiore, diarrea e stitichezza, gas, nausea e dolori addominali. Si presentano anche eruzioni cutanee, prurito, affezioni, mal di testa, spossatezza e difficoltà di concentrazione; altri sintomi meno frequenti sono dolori muscolari ed articolari, starnuti e sintomi influenzali. Tra i disturbi classici dell’intolleranza al lievito si riscontra la disbiosi intestinale, ovvero un’alterazione della flora batterica intestinale, attraverso la quale si può incorrere nel cattivo assorbimento dei nutrienti introdotti col cibo, con conseguenti squilibri metabolici, debolezza e perdita di peso corporeo.
Gestione dell'Intolleranza ai Lieviti
Se si soffre di intolleranza al lievito, è importante rivolgersi ad un medico per una diagnosi precisa di intolleranza e ad un Nutrizionista per adottare un regime alimentare adatto per l’intolleranza al lievito. É importante seguire inizialmente una dieta priva o a consumo ridotto di lievito, sostituendo tutti gli alimenti che lo contengono con prodotti non lievitati per un periodo; è possibile poi provare a reintegrare il lievito gradualmente e monitorando i sintomi.
Alimenti da Evitare e da Preferire in Caso di Intolleranza ai Lieviti
Intolleranza al lievito: cosa non mangiare
- Prodotti da forno: pane, biscotti, torte lievitate, salatini.
- Condimenti: aceto e salse, specialmente senape e maionese.
- Frutta secca: mandorle, pistacchi, noci, nocciole.
- Frutta: agrumi, fichi, datteri, uvetta e prugne.
- Funghi e tartufi.
- Pomodori in scatola e conserva.
- Carni affumicate e verdure in salamoia.
- Cioccolato.
- Bevande alcoliche: birra, vino ed alcuni superalcolici fermentati.
- Brodi e dadi che contengono estratto di lievito.
- Formaggi stagionati e muffati.
Intolleranza al lievito: cosa mangiare
- Verdure e frutta fresca.
- Cereali e legumi.
- Carne magra, pesce fresco e uova.
- Formaggi freschi e burro.
- Oli e grassi.
- Bevande: acqua, tisane, caffè.
- Pane senza lievito, come piadine e pane azzimo.
- Dolcificanti quali miele, stevia e sciroppo d’acero puro.
- Spezie ed erbe: rosmarino, curcuma, aglio, pepe.
- Cereali alternativi prodotti dalla farina di cocco, mandorle, tapioca.
- Prodotti sostitutivi senza lievito.
Come Sostituire il Lievito nelle Preparazioni
Vi sono molti prodotti in commercio, senza lievito, ad esempio prodotti per la prima colazione come biscotti con farina di grano duro, di orzo o d’avena, di riso, alla frutta o comunque al cacao (senza cioccolato); cracker al miglio, quinoa, sesamo, riso, grano duro, mais, pane azzimo o pane fatto con lievito in polvere. Controllare gli alimenti fermentati perché potrebbero contenere lievito, ad esempio yogurt e kefir.
Il lievito in polvere, o chimico, è composto da bicarbonato di sodio ed un acido, il cremon tartaro di solito; è utilizzato nella lievitazioni di pane e dolci, ma non in tutte le preparazioni che richiedono il lievito naturale. Rimedio più naturale ed economico, il binomio di acqua frizzante e bicarbonato è una soluzione ideale per sostituire il lievito, se si soffre di intolleranza al lievito. Per impastare è necessario che l’acqua minerale sia molto fredda in modo che l’anidride carbonica sia più solubile e riesca a far crescere l’impasto una volta a contatto col calore del forno. Non trascurate anche questo binomio in sostituzione del lievito. Mescolando 70 ml di succo di limone con 10 g di bicarbonato si avrà un’alternativa ideale per la lievitazione e per reintegrare la vitamina C difendendosi dall’influenza. Le uova aiutano la lievitazione dei prodotti da forno e rendono leggere le ricette di dolci e torte quando vengono montate a neve. Il lievito madre è formato da lieviti naturali, ma è tollerato da molte persone che soffrono di intolleranza al lievito per la diversa composizione e la lunga fermentazione. Lo yogurt, il kefir e la panna acida aiutano la fermentazione dei prodotti grazie alla loro acidità, quando vengono combinati con il bicarbonato di sodio.
Come Curare l'Intolleranza al Lievito
Chi soffre di intolleranza al lievito deve disinfiammare la mucosa intestinale e potenziare le difese immunitarie: un consiglio può essere quello di introdurre nella propria dieta dei fermenti lattici per depurare l’intestino. Per rafforzare la flora batterica intestinale, è importante non mangiare per un periodo il lievito, poiché il lievito stesso produce dei gas che ristagnano nell’intestino creando uno stato di gonfiore e inadeguatezza. Si consiglia anche di consumare alimenti antifungini naturali, come aglio e olio di cocco, ed evitare il consumo di zuccheri semplici per controllare il livello del lievito; per migliorare la digestione invece, preferire un ambiente rilassato e ricordarsi di masticare bene gli alimenti. Questi accorgimenti non devono essere considerati sostitutivi delle indicazioni del Medico. Per una dieta personalizzata si consiglia di consultare il Nutrizionista.
Domande Frequenti sull’Intolleranza al Lievito
- Quali sono le cause dell'intolleranza al lievito? L’intolleranza al lievito può essere causata da una carenza di enzimi digestivi, da squilibri della flora intestinale, da sensibilità allergica o da fattori genetici. Un eccesso di lieviti nell’intestino può contribuire allo sviluppo dell’intolleranza.
- Quali sintomi provoca l’intolleranza al lievito? I sintomi includono gonfiore, diarrea, stitichezza, gas intestinali, nausea, dolori addominali, cefalea, prurito, stanchezza, difficoltà di concentrazione, dolori articolari e disbiosi intestinale. I sintomi variano molto da persona a persona.
- Come si può gestire un’intolleranza al lievito? È consigliabile iniziare con una dieta priva o povera di lievito, escludendo temporaneamente gli alimenti che lo contengono. È utile rivolgersi a un nutrizionista per definire un piano alimentare adatto e valutare la possibilità di reintroduzione graduale.
- Che alimenti evitare con l’intolleranza al lievito? È importante evitare pane, biscotti, torte lievitate, birra, vino, brodi con estratti di lievito, formaggi stagionati, funghi, pomodori in scatola, cioccolato, condimenti fermentati e alcuni insaccati.
- Cosa si può mangiare in caso di intolleranza al lievito? Chi è intollerante al lievito può consumare verdura, frutta fresca, carne magra, pesce, uova, pane senza lievito, formaggi freschi, legumi, cereali alternativi e prodotti sostitutivi senza lievito.
- Come sostituire il lievito nelle ricette? È possibile usare lievito chimico, acqua frizzante con bicarbonato, succo di limone con bicarbonato, uova, lievito madre (in casi tollerati), oppure yogurt, kefir e panna acida in alcune preparazioni dolci o salate.
- Come si cura l’intolleranza al lievito? Per trattare l’intolleranza si consiglia di depurare l’intestino con fermenti lattici, evitare lievito per un periodo, rafforzare la flora batterica e introdurre alimenti antifungini. È importante limitare gli zuccheri semplici e masticare bene il cibo.
Collegamento tra Intolleranza ai Lieviti e Candida
Esiste una stretta correlazione tra intolleranza ai lieviti e Candida. La Candida appartiene alla famiglia dei lieviti e, quando si trasforma in patogeno, il sistema immunitario si attiva contro di essa. A quel punto è più probabile che reagisca anche verso altri tipi di lieviti, come quelli alimentari. Questi sono i classici casi in cui il consumo di alimenti lievitati/fermentati, come il pane e i formaggi (o ancor peggio la pizza, che li contiene entrambi), crea una serie di disturbi tra cui anche quelli tipici di un attacco di candida.
Dieta Anticandida
Trattandosi di un’affezione che coinvolge parte dell’apparato digerente, l’alimentazione riveste un ruolo decisamente importante nei pazienti affetti da candida intestinale. Difatti, una dieta corretta può rappresentare un ottimo supporto alla terapia prescritta dal medico.
Una dieta per prevenire la candida, detta anche dieta “anticandida”, è una dieta che prevede in particolare l’eliminazione di zuccheri. Gli zuccheri infatti sono il nutrimento principale del lievito Candida albicans e la loro assenza impedisce al fungo di sopravvivere.
Gli alimenti da eliminare sono quelli a base di zuccheri. Tuttavia non basta eliminare dolci, cioccolato e zucchero, ma bisogna fare attenzione ad evitare anche il fruttosio che è lo zucchero presente nella frutta e nei succhi di frutta. Anche l’alcool va evitato se si vuole contrastare la candida. Esso, infatti, viene trasformato in zuccheri dal nostro organismo. Bisogna inoltre fare attenzione a pane, farine raffinate e carboidrati, in quanto anche questi alimenti sono composti da molecole di zuccheri. È importante evitare i carboidrati particolarmente complessi come pane bianco, riso brillato e pasta. Ovviamente non è possibile eliminare completamente questi alimenti e in alternativa è consigliata la scelta di prodotti integrali (ideali sono i prodotti a base di segale), il grano saraceno o il miglio. Una dieta ricca di fibre inoltre è utile perché permettere di pulire l’intestino e purificarlo dai funghi patogeni.
Sarebbe bene evitare alimenti che forniscono carboidrati raffinati, poiché la loro assunzione può favorire la crescita incontrollata del lievito in questione. Fra gli alimenti da preferire in presenza di candida intestinale, invece, ritroviamo il pesce, la carne magra, l’olio di oliva, le verdure, l’aglio e lo yogurt. Ammesso anche il consumo di curcuma e, volendo, delle uova. E’ bene prendere le distanze da alcuni approcci estremi (low-carb) talvolta pubblicizzati in forma di medicina alternativa e/o complementare, in quanto non supportati dalle necessarie evidenze scientifiche. Un approccio dietetico sano e basato sul modello mediterraneo (ricco di carboidrati da fonti integrali e povero di zuccheri semplici) rappresenta l’approccio ideale.
Una volta regrediti i sintomi, è molto importante aumentare l’apporto di fibra, introdurre quindi nuovamente i cereali integrali oltre a verdura e frutta.
Altri Approcci per Contrastare la Candida
Evitare gli alimenti che favoriscono la crescita del fungo ed assumere alimenti che la contrastano non è sufficiente a combattere la candida, ma mantenere un regime alimentare corretto per diverse settimane è comunque consigliabile. Per questo motivo, per contrastare la candida è importante anche utilizzare dei farmaci i cui principi attivi eliminano i sintomi. Per chi soffre di infezioni ricorrenti e candida recidiva è essenziale non solo adeguare il proprio regime alimentare, ma anche adottare degli accorgimenti per rafforzare il sistema immunitario.
Consigli aggiuntivi:
- Limitare l’uso di antibiotici.
- Mantenere una buona igiene personale.
- Controllare il diabete.
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