Cuvée Gran Dessert Spumante Dolce: Una Rivisitazione del Vino da Dessert

Per anni, il vino dolce è stato ingiustamente relegato ai margini del mondo enogastronomico, scomparendo dalle tavole di case e ristoranti. Fortunatamente, questa tendenza sembra finalmente invertirsi, con un rinnovato interesse per i vini dolci, passiti o da vendemmia tardiva. Questi vini, spesso costosi da produrre e richiedenti lunghi tempi di affinamento, stanno riconquistando il loro posto d'onore.

Abbinamenti Audaci e Creativi

Grandi chef e pasticceri stanno riscoprendo il potenziale del vino dolce, proponendo abbinamenti audaci e creativi che ne esaltano le caratteristiche uniche. Massimiliano Alajmo, chef tre stelle Michelin del ristorante Le Calandre, ha interpretato il vino dolce con un innovativo Cannolo di riso e ricotta di pecora alla fava di tonka, accompagnato da marmellata di peperone rosso e cacao criollo. Il pasticcere Luigi Biasetto, Campione del mondo di pasticceria, ha optato per un abbinamento più classico, un Cremoso al mascarpone con caramello in savoiardi al caffè, cioccolata liquida e affogato in Nero Musqué. Pierluigi Perbellini, pasticcere di quinta generazione a Bovolone VR, ha creato una Foresta Nera affumicata, mentre Sabadì, maestro del Cioccolato di Modica, ha realizzato un Napolitain lavorato a freddo con falso pepe del Perù. Questi esempi dimostrano la versatilità del vino dolce e la sua capacità di integrarsi perfettamente con dessert di diversa natura, dai più tradizionali ai più sperimentali.

Il Moscato Nero di Parenzo: Un Vitigno Salvato dall'Oblio

Un esempio emblematico di questo rinnovato interesse per i vini dolci è la storia del Moscato Nero di Parenzo. Questo vitigno, quasi scomparso nel corso del ‘900 a causa della sua scarsa produttività e "selvatichezza", è stato salvato da Ca’ Lustra, un'azienda familiare biologica dei Colli Euganei, radicata da tre generazioni sul territorio.

Ca’ Lustra: Custodi della Tradizione e Innovatori del Gusto

Da anni, Ca’ Lustra si dedica alla produzione di vini di alta qualità, nel rispetto della tradizione e dell'ambiente. Oltre alla produzione sui Colli Euganei, l'azienda ha esteso la sua attività in Sicilia, dove oggi coltiva 4000 piante di Moscato Nero di Parenzo nelle vigne di Grisì, nel palermitano. Questi ceppi, salvati una decina di anni fa sui Colli Euganei, hanno trovato in Sicilia una terra adottiva ideale, dove esprimono al meglio il loro potenziale. La scelta di Ca’ Lustra di recuperare e valorizzare un vitigno dimenticato come il Moscato Nero di Parenzo testimonia l'impegno dell'azienda nella salvaguardia della biodiversità e nella ricerca di nuovi sapori.

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